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Mercedes EQ – Una gamma elettrificata per ogni esigenza

Mercedes EQ è una gamma in continua evoluzione

Tempo di lettura: 5 minuti

Mercedes EQ è una gamma in continua evoluzione

Un mondo in continua trasformazione, un profondo mutamento quello che sta coinvolgendo il settore dell’automotive, un orizzonte elettrificato che vede sempre più la divisone Mercedes EQ rinnovarsi e proporre modelli validi ed alternativi.

L’automobilismo ha preso ufficialmente il suo corso verso la spina e (pare), nulla lo possa fermare.

Così, se non è pensabile invertire una tendenza ormai avviata e radicata, è bene seguire ed anzi anticipare, innovare, rendersi promotori, di un futuro da rendere presente il prima possibile.

Il marchio della stella a tre punte ha così sviluppato la sua gamma di veicoli elettrificati che prende il nome di Mercedes EQ

Per elettrificato si intende sia un full electric sia auto ibride in tutte le loro declinazioni.

La mission aziendale di Mercedes-Benz prevede una futura gamma di veicoli, che non siano alimentati da combustibili fossili, il tutto da realizzarsi entro il 2039.

Un obiettivo decisamente notevole considerando che, in pratica, il tempo richiesto per questa transizione completa è pari a circa 3 cicli vita di un modello, un passaggio che richiede un notevole sforzo tecnico soprattutto in fase di progettazione.

Nulla che possa far paura ad un colosso tecnologicamente avanzato ed estremamente deciso a portare un reale cambiamento come Mercedes, che cerca di rendere le sue auto sempre più desiderabili in tutto il panorama automobilistico mondiale.

La via di uscita è solo una: alzare il livello, non fermarsi e omologare ciò che in un futuro non molto lontano, potrebbe essere stato l’inizio di un corso!

Proprio la scommessa sull’innovazione è essa stessa il motivo per il quale Mercedes riesce nel suo intento e, guardando con un occhio più lungo verso ciò che avverrà, prospetta di confermarlo.

Conterà l’esperienza dell’utente, unità che viene messa al centro ed accompagnata oltre che facilitata nel compiere le più comuni operazioni: sarà questo fondamentale lo sviluppo di un sistema operativo di proprietà del brand.

Il futuro MB.OS rappresenta la porta d’ingresso verso un futuro nell’automotive popolato da auto elettriche.

La gamma Mercedes EQ incarna alla perfezione quanto finora rappresentato.

Siamo andati in pista al fine di provare l’intera gamma EQ, modelli che beneficiano di tutta la più moderna tecnologia finora raggiunta sulle quattro ruote.

Il lettering EQ nasconde un qualcosa d innovativo, perché possiamo parlare di EQ Power ovvero le ibride plug-in della stella a tre punte, ma anche di EQ Boost ovvero le mild hybrid e delle EQX, che rappresenta le vettura full Electric (la X andrà sostituta con la lettera che indica il segmento di appartenenza).

Il tutto non è immediato da capire ma una volta entrati nel mood tutto sarà più facile!

Al fine di provare l’intera gamma Mercedes EQ siamo a Vallelunga, impegnati in diversi test e prove.

Le ibride plug-in (EQ Power) hanno dalla loro parte un’ottima percorrenza in elettrico.

E’ il caso della Classe A 250e che permette di arrivare a 74 km sfruttando solo la batteria, o addirittura alla GLE 350 de che addirittura potrebbe farne 100 di chilometri.

In quest’ultimo caso è un dato notevole considerando non solo la mole dell’auto, ma anche la capacità della batteria di circa 31 kWh, roba che la si potrebbe usare quasi esclusivamente come un’elettrica pura.

Percorrenze eccezionali comparate anche alla concorrenza che solitamente fatica già a superare i 55 km più o meno, ma in ogni caso pensate anche che le potenze sviluppate dalla parte elettrica non sono nemmeno esigue!

Fino a 136 cavalli di potenza arrivano dall’elettrico, anche se gli step sono differenti, ma questo potrebbe farvi capire che paradossalmente questi modelli potrebbero anche rinunciare oggi del tutto alla controparte termica.

Nel caso della Mercedes-Benz A 250e il termico si declina addirittura di un 1.3 litri, piccino visti gli standard della Stella, ma nonostante tutto il computo complessivo della potenza lancia l’asticella fino a 218 cavalli totali sommando le due sorgenti.

E vi garantiamo che si guida in modo fluido e intelligente: lineare, progressiva, permette autonomamente di sfruttare al meglio le due unità in collaborazione o singolarmente e con un elevato tasso di efficienza, cosa che notoriamente ha da sempre penalizzato i motori puramente termici.

Dalla A alla GLE siamo passati poi ad un offroad con qualche passaggio decisamente più impegnativo ma tutto è risultato ugualmente facile ed intuitivo.

Non c’è il pensiero di dover agire manualmente sui comandi per scegliere se attingere dal benzina o dall’elettrico, perché è l’auto stessa che già conosce il mix ideale per ogni situazione e per ogni modalità di guida.

In offroad, ad esempio, la GLE 350 de ha subito riacceso il motore termico per garantire continuità, ma la parte elettrica continuava a contribuire per linearizzare la spinta, che non fa mai male sui terreni sconnessi dove uno strattone potrebbe bastare a far perdere aderenza.

Sicuramente tra tutti i SUV Mercedes questo è il più interessante da tenere d’occhio; peccato per le dimensioni, sicuramente non cittadine, ma è veramente tanta roba per chi pensa di farne un utilizzo che non sia prevalentemente nel traffico e nella giungla di parcheggi dei centri abitati.

Ma se da un SUV passiamo ad un altro, la GLE non ha solo la declinazione di ibrida plug-in, ma anche di mild hybrid con impianto 48V.

Certo qui siamo completamente su di un altro livello di elettrificazione, perché ricordiamo che i mild hybrid non camminano mai esclusivamente in elettrico, ma c’è un piccolissimo particolare che non vi ho ancora non vi abbiamo svelta!!!

La GLE che proveremo nel successivo test, è sì una mild hybrid, una EQ Boost, ma è anche una AMG vera e propria.

Mercedes GLE 53 AMG e Mercedes GLE 63 S AMG per la precisione, rispettivamente con un 6 cilindri 3.0 da 435 cavalli ed un 8 cilindri 4.0 da 612 cavalli.

Se vi state chiedendo a cosa possa servire un motorino elettrico messo sulla trasmissione di queste auto la risposta arriva direttamente in seguito alla prova in pista.

In pratica ricordate che questi due motori sono entrambi turbo, e come ben sappiamo il turbo è una coperta corta che permette di avere una migliore risposta in basso o in alto in base al suo volume.

In questo caso un turbo di maggiori dimensioni – che permette anche di esprimere maggiori potenze, non soffre di lag nel lascia-riprendi-lascia-riprendi dell’acceleratore perché il motore elettrico aiuta fin da subito con un nutrito quantitativo di coppia.

E poi ci sono anche tutte le storie sul veleggiamento che spegne il motore e quindi la batteria permette di continuare ad utilizzare gli apparati di bordo senza problemi: basta lasciare il gas per far scorrere l’auto in “folle” ed a motore spento, a patto chiaramente che non abbiate impostato il manettino in Sport.

L’ultima delle prove è stata appannaggio delle elettriche pure, in questo caso in veste del SUV Mercedes-Benz EQC 400 e della sua scattante accelerazione.

Un’auto puramente elettrica ha il grande vantaggio dinamico di non subire strane curve di coppia e potenza come i motori a combustione interna.

Lo si vede perlopiù in accelerazione, visto che è immediata la risposta e rimani attaccato al sedile per un tempo anche notevole.

In Mercedes lo sanno bene e ci hanno proposto proprio una sorta di drag race con le EQC 400, forti dei loro 408 cavalli e dei due motori elettrici – uno che lavora sull’asse posteriore e punta più alla performance ed uno sull’anteriore che guarda all’efficienza tanto che non sempre lavorano assieme – che fanno coprire lo 0-100 km/h in soli 5.1 secondi.

E poi un bonus: giri di pista con le smart fortwo elettriche del monomarca smart fortwo EQ e-cup.

Auto da corsa vere e proprio con un rollbar interno e svuotate di tutto ciò che non sia utile.

E vi lascio solo con una frase sintetica e lapidaria: ne voglio una!

Scritto da Claudio Anniciello

A 6 anni ero già a girare sui kart, a 9 imparai da mio padre a guidare l’auto.
Da allora un amore viscerale per il concetto di guida, senza compromessi.
Superato il corso da collaudatore sono partito alla volta del giornalismo, prima regionale poi nazionale, fino ad approdare sui social anche con una mia realtà video.
Ho vissuto 5 anni come pilota del team di Formula SAE di Napoli e nei weekend giro su Lamborghini e Ferrari come pilota/istruttore.

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