Il nuovo progetto di Italo è ambiziosissimo, e potrebbe rivoluzionare la mobilità europea grazie ai nuovi collegamenti
L’Alta velocità ferroviaria è uno dei pilastri della mobilità europea, non solo per la rapidità degli spostamenti, ma anche per il ruolo strategico che il treno sta assumendo nella transizione verso sistemi di trasporto più sostenibili. Il modello italiano ha attirato sempre più attenzione, soprattutto per un elemento che lo distingue da molti altri Paesi: la presenza della concorrenza.
Italo, la compagnia privata che ha cambiato il mercato italiano facendo concorrenza a Trenitalia, è pronta a fare il salto oltre confine. L’obiettivo è entrare nel mercato tedesco dell’alta velocità, oggi dominato da Deutsche Bahn, e replicare un modello che in Italia ha portato risultati significativi.
Italo, investimento miliardario per la Germania: la nuova società
L’investimento previsto è imponente: circa 3,6 miliardi di euro. Una cifra che racconta da sola la portata del progetto e le ambizioni della società guidata da Gianbattista La Rocca. I primi treni dovrebbero entrare in servizio a metà del 2028, segnando l’inizio di una nuova fase per il trasporto ferroviario europeo.
Il piano è già in uno stadio avanzato. Italo ha costituito una società in Germania, ottenuto la licenza ferroviaria e avviato il percorso per il certificato di sicurezza, definendo anche un accordo con Siemens per la fornitura e manutenzione dei treni, un passaggio fondamentale per rispettare i tempi previsti.
Secondo La Rocca, però, resta un nodo cruciale: “È assolutamente necessario che il gestore dell’infrastruttura ci dia un quadro chiaro delle tracce orarie e degli spazi nelle stazioni”. Una condizione indispensabile per firmare definitivamente il contratto entro le prossime scadenze e non rallentare il progetto.
Nel dettaglio, circa 1,2 miliardi saranno destinati all’acquisto di 26 nuovi treni, con un’opzione per ulteriori 14 convogli. I restanti 2,4 miliardi serviranno per la manutenzione a lungo termine, la formazione del personale, lo sviluppo dei servizi e l’organizzazione operativa sul territorio tedesco.
L’impatto sarà significativo anche sul fronte occupazionale. Si parla di circa 2500 posti di lavoro tra diretti e indiretti, a cui si aggiunge tutta la filiera legata alla produzione dei treni. L’idea è costruire una struttura completamente radicata in Germania, ma supportata dall’esperienza maturata in Italia.
E proprio l’esperienza italiana rappresenta il vero punto di forza di Italo. L’ingresso di un operatore privato ha portato negli anni a un aumento della domanda, che ha superato i 60 milioni di passeggeri annui, e a una riduzione delle tariffe fino al 40%, mantenendo comunque la redditività del sistema.
Un modello che potrebbe trovare terreno fertile anche in Germania, dove il mercato della lunga percorrenza conta già tra i 110 e i 120 milioni di passeggeri l’anno e ha margini di crescita stimati fino al 40%.
La Rocca è convinto che la concorrenza possa essere un fattore positivo: “Non vogliamo competere contro il sistema, ma contribuire a farlo crescere”. Un approccio che punta a rendere l’alta velocità più attrattiva e a generare benefici anche per il trasporto regionale.
Nel frattempo, l’azienda continua a investire anche in Italia. La flotta passerà nei prossimi anni da 51 a 63 treni, con l’arrivo di nuovi convogli prodotti da Alstom.
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