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Un nuova Special infiamma il web: la Ducati Prama

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Durante i miei studi sulla scultura mi sono sempre incuriosito su una problematica in particolare, il dinamismo, inteso quasi come soffio vitale da infondere alla materia, l’illusione dell’energia sul punto di esplodere, la calma statica di un immediato divenire”.  Queste caratteristiche erano già presenti nella scultura classica, e futuro cardine della ricerca futurista, come nell’opera “Forme uniche nella continuità dello spazio” di Boccioni, dove possiamo ammirare il movimento plastico di un corpo che avanza nello spazio. Dalle esperienze dei primi del ‘900 fino alle opere di Jean Tinguely, quali “Eureka” in cui compare per la prima volta il motore in un opera d’arte, io ricerco l’incontro e la fusione tra l’uomo la scultura, come parte fondamentale dell’opera.
In questo modo la scultura, oltre a possedere i mezzi meccanici per attuare il movimento, viene provvista anche della materia pensante necessaria a renderla “viva”. Non più, quindi, un oggetto che appartiene al solo mondo simbolico dell’arte, ma un oggetto che si carica di tale simbolismo per entrare nella vita quotidiana.
Nelle mie creazioni cerco di esprimere il concetto  di dinamismo in tutte le sue sfaccettature, partendo dalle sculture classiche fino ad arrivare al design motociclistico”.
Da qui nasce il concetto di “sculture dinamiche “.
In maniera molto sintetica il mio lavoro sulle motociclette potrebbe essere assimilato a quello che faceva Pininfarina per le auto, prendere dei modelli di serie, spogliarli di tutti i particolari, serbatoio, carene, e tenuto il solo telaio, rimodellare il tutto, dapprima in argilla per poi arrivare tramite complessi passaggi, alla fibra di carbonio per il prototipo funzionante. Il disegno e la progettazione del più piccolo dettaglio accompagna naturalmente tutta la lavorazione.

L’ultima nata “Prama” posso così descriverla:
“Per questo ultimo progetto volevo riavvicinarmi all’idea di scultura pura sperimentato con il mio prototipo Chimera. Partendo dal kit estetico di trasformazione della mia creazione Erky (omaggio al Maestro Dorgalese Gonario Arras) su base ducati monster ho voluto integrare degli elementi inediti che donassero a quel che resta di una Ducati ST2 un nuovo sguardo. In breve ho spogliato di tutte le sovrastrutture una ducati st2 e ne ho ridisegnato e realizzato tutte le parti.
Come tutti i miei lavori esistono dei momenti in cui un pensiero, un’immagine latente, riemergono per guidarmi nella creazione. Affiancando i due bulbi dei fari in una struttura in alluminio mi sono accorto della straordinaria somiglianza con lo sguardo dei giganti di Monte ‘e Prama . questi due cerchi concentrici, unitamente ad una fronte molto prominente che scende su un naso stilizzato e pronunciato, rendono lo sguardo delle statue di Cabras, magnetico e severo. Queste sculture hanno riscritto la storia dell’arte nel mediterraneo, non furono i greci con i loro kouros a creare la prima opera plastica, ma i maestri scultori sardi in date vicine al IX secolo a.C.
Avrei modellato quindi una mascherina e dei fianchetti radiatore in maniera molto “antropomorfa”, con i miei tipici tratti naturalistici, come se uno scultore dell’epoca nuragica applicasse il suo fare su una motocicletta. Una volta realizzato il pezzo in resina il colore doveva essere quanto più neutro possibile, bianco opaco, come la pietra.
In tutti i miei lavori c’è sempre la contrapposizione tra meccanica e carrozzeria, se le sovrastrutture sono sculture, la meccanica ed il telaio dovevano essere “racing”, rosso acceso per il telaio abbondantemente trasformato nella zona posteriore, monobraccio in alluminio di provenienza monster s4r, corona in ergal, kit trasmissione rosso, cavi siliconici ngk, tubi samco sport, filtro bmc ospitato  in un nuovo airbox in alluminio, strumentazione Koso, scarico artigianale di mia creazione e tutti i supporti per i serbatoi liquido in titanio, sono solo una parte delle innumerevoli modifiche per trasformare una pacifica Ducati St2 in una guerriera della strada.
Nella mia nuova creazione Prama ho così voluto realizzare un incontro tra ricerca archeologica e tecnica motociclistica.”

Testo a cura di Giordano Loi

Scritto da admin

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