Innovazione a tutto gas: intervista a Riccardo Paterni - ReportMotori.it
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Innovazione a tutto gas: intervista a Riccardo Paterni

Riccardo Paterni Innovazionetuttogas.itL’avveniristico progetto dell’università dei motori prende sempre più vita.

E’ recente la dichiarazione di Walter Sciacca, futuro Direttore dell’Autodromo Giovanni Alberto Agnelli, impianto che sarà inaugurato per settembre 2015, struttura che porterà con sé non solo passione ma anche una ventata concreta di innovazione e originalità in un mondo, quello dei motori, che da sempre appassiona migliaia di persone.

Innovazione ma anche sviluppo ed investimenti: l’Autodromo di Pontedera sarà il centro di importanti collaborazioni tra il Polo Pont-Tech e MOVET, il Polo Tecnologico Sant’anna di Pontedera, il Polo Tecnologico di Navacchio, tutti centri tecnologici d’avanguardia, e l’università di Pisa, da sempre impegnata nel mondo del motorsport grazie a continue ricerche che hanno dato vita ad importanti iniziative.

In un momento storico come questo, investire in progetti all’avanguardia significa scommettere sul futuro proponendo un qualcosa destinato a cambiare gli schemi passati e a ribaltarli .

Progetti, teorie ma anche lungimiranza, il futuro Autodromo di Pontedera trova spazio anche all’interno di un libro che genera tante domande sul futuro dell’innovazione.

Autore del libro “Innovazione A tutto Gas. Da Cento Anni di Motorsport il Carburante all’Innovazione in Azienda”  Riccardo Paterni ( innovazionetuttogas.it, Edizioni Lifeplan 2013, a inizio 2015 l’edizione internazionale), esperto di innovazione e internazionalizzazione: le sue visioni puntano ad aiutare aziende nel dare vita e concretezza al processo di generazione di valore aggiunto in contesti sociali ed economici in continuo cambiamento.

Riccardo, nel tuo libro affermi che l’innovazione consiste in creatività percepita come valore aggiunto dal mercato di riferimento. In che modo il futuro autodromo di Pontedera potrà sviluppare innovazione in questo senso?

Da questo punto di vista il progetto ha in se i fattori chiave per divenire un punto di riferimento di innovazione nel settore: la professionalità ed esperienza di Walter Sciacca nel definire e comprendere il mercato di riferimento sono fuori discussione; l’aspetto creatività è stimolato dalla sua visione di far convergere sinergie, idee e progettualità provenienti da persone e organizzazioni appartenenti a diverse realtà. In questo senso, mi ha fatto molto piacere riscontrare che l’impostazione di base del progetto rispecchia ricerche e approfondimenti raccolti nel mio ultimo libro.

Stai conducendo seminari in Italia sul tema “Internazionalizzare per crescere”, il progetto che Walter Sciacca sta portando avanti, genererà nuove opportunità vincenti per il nostro paese?

Un progetto di questo tipo è interessantissimo anche sul tema internazionalizzazione: internazionalizzare vuol dire rapportarsi con l’estero in termini di prodotti o servizi, ma non solo, vuol dire anche avere visione e capacità di valorizzare know-how d’eccellenza Made in Italy. In questo contesto l’autodromo di Pontedera ha tutte le caratteristiche per divenire un riferimento nel generare opportunità per gli aspetti di progettualità di cui parlavamo prima: potrà divenire un veicolo di valorizzazione sul piano di know-how e geografico. Il progetto ha le caratteristiche per poter rappresentare un modello vincente di business da una prospettiva sia locale che internazionale. Altri progetti imprenditoriali e aziende potranno trarre ispirazione e spunto da tutto questo. Di questi tempi c’è un estremo bisogno di progettualità concrete con una visione aperta e positiva.

Il progetto dell’autodromo di Pontedera chiamerà in causa varie realtà di sviluppo, tutte pienamente operative ed in grado di generare qualità: secondo te, tutto ciò darà vita ad un’unica entità nuova od ogni satellite conserverà la sua autonomia?

L’autodromo ha la concreta potenzialità di convogliare idee, esperienze e progetti appartenenti a diverse realtà e nel far questo possibilmente aumentarne il valore complessivo. A mio parere, può divenire un simbolo di questa convergenza nello stimolare progetti integrati, al tempo stesso sarà inevitabile che ciascuna entità mantenga una propria autonomia. Già il fatto di riuscire a generare concrete convergenze sarà un risultato eccellente per il progetto.

Sciacca afferma in una sua recente intervista che l’obiettivo dell’Autodromo di Pontedera sarà quello di poter avere sul territorio una struttura innovativa dal punto di vista della formazione e produzione: sono queste le vere premesse per dare origine concretamente al futuro automotive e del Motorsport in Italia?

Le caratteristiche di innovazione del progetto hanno indubbiamente il potenziale per dar vita a nuovi riferimenti strategici e operativi su cui poter costruire progressi sia nel campo automotive che Motorsport sotto vari punti di vista e soprattutto facendo riferimento ad un rapporto diretto fra attività formative e operative che possano avvenire nello stesso luogo. In particolare il diretto e attivo coinvolgimento di entità di sviluppo e ricerca potrà contribuire in modo tangibile a questo. L’aspetto di sinergia e integrazione di forze e progettualità diverse rappresenterà anche in questo una indubbia carta vincente.

Un progetto ambizioso che fa sognare sulle possibili future realtà Italiane, crede che questi iniziative possano entusiasmare i giovani?

I giovani hanno bisogno di vedere emergere nuovi progetti in cui sia evidente una visione concreta e innovativa per il futuro: progetti che oltre ad offrire opportunità di coinvolgimento diretto e fattivo abbiano la capacità di ispirare un nuovo modo di lavorare che esalti aspetti di condivisione e sinergia rispetto a sterili individualità. L’ autodromo di Pontedera ha le caratteristiche per divenire un riferimento anche in questo. Da notare che l’autodromo è inserito in un contesto geografico che da sempre rappresenta un’eccellenza in attività di formazione universitaria, ricerca e sviluppo; talenti che si formano in questi contesti notoriamente, in termini di capacità e inventiva, non hanno niente da invidiare a colleghi che si formano in realtà geografiche come Silicon Valley. L’autodromo e la visione di Sciacca rappresenteranno una tangibile opportunità aggiuntiva nel valorizzare questi talenti.

Un’ultima domanda: sei Talent Manager presso l’MBA Internazionale dell’Università di Pisa, ritieni che figure come quella di Sciacca, possano essere un riferimento per i giovani che vogliono accedere al mondo del Motorsport con un background di spessore? Ritiene possa essere un’idea concretamente realizzabile ?

Il nostro MBA è un percorso intensivo annuale che ogni anno accoglie 30 partecipanti già con concrete esperienze professionali e provenienti da tutto il mondo. Nel 2015 avremo la sesta edizione del programma che si caratterizza a livello globale per la marcata internazionalità non solo dei partecipanti ma anche del corpo docente. E’ un contesto in cui stiamo valorizzando molto aspetti di imprenditoria e innovazione di cui oggi tutto il mondo ha un estremo bisogno per generare il vero progresso. A mio parere figure come Walter Sciacca non solo possono rappresentare un riferimento per i giovani che vogliono accedere nel mondo del Motorsport, ma anche per coloro che vogliano confrontarsi con uno stile di management veramente globale nella visione e capacità di catalizzare e realizzare sinergie progettuali. Sarà un piacere dare l’opportunità ai partecipanti del Master di interagire con Sciacca per conoscere maggiormente il Motorsport proprio nell’aspetto manageriale e toccarne concretamente la concretezza riguardo al progetto autodromo. Da notare che il Motorsport può rappresentare in se, per le sue complessità e rapidissimi cambiamenti, un laboratorio di analisi e riflessione nell’identificare punti di riferimento all’innovare in vari settori. Proprio per questo ho avuto l’idea di fornire nel mio libro spunti pratici all’innovazione tratti da aneddoti e storie di Motorsport. Sarà con vero piacere contribuire a diffondere ed esemplificare lo spirito di innovazione del progetto autodromo di Pontedera con l’edizione internazionale del libro.

Testo a cura di Marco Lasala

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