C’è un treno che è lungo più di una città e batte qualsiasi altro mai transitato nel pianeta Terra. Un progetto iconico
I treni ad alta velocità giapponese sono senza dubbio i più iconici e mastodontici, così come i Frecciarossa europei o i giganteschi convogli merci americani che attraversano deserti e montagne, ma esiste un record ferroviario che ancora oggi sembra quasi impossibile da immaginare.
Un treno talmente lungo da superare i sette chilometri, così pesante da richiedere locomotive distribuite lungo tutta la composizione e progettato per attraversare una delle zone più ostili del pianeta trasportando enormi quantità di minerale ferroso.
BPH Iron Train, il treno dei record
Un treno del genere è realmente esistito ed è entrato nella storia ferroviaria mondiale, ed è il BHP Iron Ore Train, gigantesco convoglio realizzato in Australia nel 2001 dalla multinazionale mineraria BHP Group. L’obiettivo era molto chiaro: trasportare enormi quantità di minerale di ferro dalle miniere dell’entroterra australiano fino ai grandi poli logistici sulla costa occidentale del Paese.
Le miniere coinvolte erano quelle di Newman e Yandi, immerse nell’arido outback australiano, mentre il punto di arrivo era Port Hedland, uno dei centri strategici mondiali per l’export di ferro.
Il convoglio era composto da 682 vagoni e raggiungeva una lunghezza totale di 7,353 chilometri. Per rendere l’idea, equivaleva a circa settanta campi da calcio messi uno dietro l’altro.
Anche il peso era fuori scala: quasi 100 mila tonnellate complessive, rendendolo non solo il treno più lungo mai realizzato, ma anche il più pesante della storia ferroviaria moderna.
Una singola locomotiva in testa sarebbe stata incapace di trainare correttamente centinaia di vagoni carichi di minerale, soprattutto lungo percorsi così lunghi e complessi.
Per questo motivo venne adottato il principio della “distributed power”, cioè la distribuzione della potenza lungo l’intera composizione ferroviaria. Oltre alla locomotiva principale, furono collocate altre sette locomotive diesel-elettriche General Electric da circa 6000 cavalli ciascuna a intervalli di circa un chilometro l’una dall’altra.
Questa soluzione era fondamentale non soltanto per garantire la trazione, ma anche per gestire correttamente frenata, stabilità e carichi sugli agganci tra i vagoni. Senza un sistema simile, un treno così enorme avrebbe rischiato seri problemi strutturali soprattutto in curva o durante le fasi di frenata.
Il viaggio record avvenne il 21 giugno 2001, e durante quella corsa il BHP Iron Ore Train trasportò circa 82 mila tonnellate di minerale di ferro percorrendo 275 chilometri attraverso il territorio australiano.
L’impresa non fu priva di problemi. Durante il tragitto il convoglio dovette fermarsi per quasi cinque ore a causa della rottura di un gancio difettoso nei pressi dei monti Chichester.
Dopo l’intervento tecnico furono aggiunte anche due locomotive supplementari per affrontare meglio gli ultimi dislivelli del percorso, e quella fu anche l’unica corsa effettuata dal treno più lungo della storia.
L’obiettivo dell’esperimento non era infatti creare un servizio ferroviario stabile, ma raccogliere dati tecnici sul funzionamento dei sistemi di controllo distribuiti e sulla gestione di convogli estremamente pesanti.
Ancora oggi il BHP Iron Ore Train resta uno degli esempi più incredibili di ingegneria ferroviaria mai realizzati, simbolo di quanto lontano possa spingersi la logistica industriale quando si tratta di movimentare risorse su scala gigantesca.
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