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Il Governo approva il nuovo Decreto: l’Italia pronta a spendere 14 miliardi di euro, svolta colossale

Il Governo approva il nuovo Decreto: l'Italia pronta a spendere 14 miliardi di euro, svolta colossale (Reportmotori.it - ANSA Foto)
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Da decenni il Ponte sullo Stretto di Messina rappresenta una delle opere pubbliche più discusse, divisive e simboliche della storia italiana. Per alcuni è il progetto che potrebbe finalmente cambiare i collegamenti tra Sicilia e continente, accelerando trasporti e sviluppo economico nel Sud, mentre per altri resta un’infrastruttura troppo costosa, complessa e piena di incognite tecniche e finanziarie.

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Il Governo approva il nuovo Decreto: l’Italia pronta a spendere 14 miliardi di euro, svolta colossale (Reportmotori.it – ANSA Foto)

Nel corso degli anni il progetto è stato fermato e modificato più volte, diventando quasi un simbolo del rapporto complicato che l’Italia ha con le grandi opere. Adesso la Camera ha però approvato il nuovo decreto dedicato alle infrastrutture, rendendo ufficiali costi, regole e modalità operative del Ponte sullo Stretto. Il provvedimento è passato con 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astenuti, segnando uno dei passaggi politici più importanti degli ultimi anni per il futuro dell’opera.

Ponte sullo stretto, l’ok grazie al nuovo decreto

Il valore complessivo aggiornato del progetto è stato fissato a 14,442 miliardi di euro, una somma enorme, che fotografa la portata di un’infrastruttura destinata a diventare una delle più costose e complesse mai realizzate nel Paese.

ponte sullo stretto
Il Governo approva il nuovo Decreto: l’Italia pronta a spendere 14 miliardi di euro, svolta colossale (Reportmotori.it)

Nel dettaglio, il decreto introduce anche una modifica importante nella distribuzione delle spese. Circa 2,787 miliardi di euro verranno infatti spostati temporalmente dal periodo 2026-2029 agli anni compresi tra il 2030 e il 2034.

Una scelta che punta a rendere più sostenibile la gestione finanziaria del progetto, diluendo parte dei costi nel tempo e alleggerendo l’impatto immediato sui conti pubblici. Il nuovo via libera arriva inoltre dopo le osservazioni della Corte dei conti, che nei mesi precedenti aveva bloccato alcuni passaggi legati al progetto definitivo.

Adesso il Ministero delle Infrastrutture dovrà aggiornare i quadri economici, coordinare i pareri tecnici, verificare gli aspetti ambientali e mantenere il dialogo aperto con l’Unione Europea prima di procedere con le fasi operative successive.

Il decreto non riguarda soltanto il ponte, perché il Governo ha deciso di modificare anche il sistema di gestione delle grandi opere pubbliche italiane, puntando su una struttura più centralizzata e con meno commissari straordinari. Al centro di questa nuova impostazione c’è Anas, che vedrà rafforzato il proprio ruolo operativo. L’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme assumerà infatti maggiori responsabilità dirette nella gestione dei cantieri e delle decisioni progettuali.

Anche Rete Ferroviaria Italiana avrà un ruolo più centrale. L’amministratore delegato Aldo Isi coordinerà diversi interventi strategici, compresi alcuni collegati proprio al Ponte sullo Stretto e ad altre grandi direttrici ferroviarie italiane come la Brescia-Verona, la Roma-Pescara e la Salerno-Reggio Calabria.

L’obiettivo dichiarato dal Governo è semplificare procedure e ridurre i rallentamenti burocratici che spesso bloccano per anni le infrastrutture italiane. Come ampiamente previsto, il tema continua a dividere profondamente la politica, e le opposizioni criticano soprattutto i costi elevati e il rischio di concentrare troppo potere decisionale in poche figure operative.

Nicola Fratoianni ha definito il progetto una scelta “ideologica”, mentre dal Partito Democratico sono arrivate perplessità sulla gestione centralizzata delle opere.
La maggioranza, invece, difende il decreto sostenendo che serva finalmente a sbloccare cantieri strategici per il futuro del Paese.

Scritto da Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

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