in ,

Audi e-Tron Sportback: massima cura aerodinamica!

Tempo di lettura: 3 minuti

Audi e-Tron Sportback si presenta sul mercato.

Vanta un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,25, la nuova Audi e-Tron Sportback , grazie ad un insieme di soluzioni tecniche adottate per il sottoscocca della vettura, per gli specchietti retrovisivi virtuali, per le prese d’aria regolabili e le sospensioni pneumatiche adattive ad assetto variabile.

Audi e-Tron Sportback Edition One

Per ogni centesimo di coefficiente di resistenza aerodinamica guadagnato, c’è un un aumento nell’autonomia di circa cinque chilometri e ciò fà capire come sia importante curare ogni aspetto della vettura ed è proprio sulle diverse soluzioni tecniche sopra citate che hanno lavorato gli ingegneri dell’Audi.

Una prima attenzione è stata rivolta al sottoscocca della vettura, tenendo presente i vortici di aria che si possono creare durante la marcia.

Ed ecco una piastra di alluminio a coprire interamente il sottoscocca, proteggendo anche la batteria ad alta tensione.

Nel frontale della vettura , fra la griglia single frame ed i radiatori è stato collocato un modulo con due feritoie azionate da due piccoli motori elettrici, vengono aperte o chiuse secondo le necessità.

In ogni feritoia sono posizionati tre listelli che sigillano la presa d’aria adattiva posta nel frontale ed evitano quindi turbolenze.

Quando la vettura procede a una velocità compresa fra 48 e 160 km/h, il sistema chiude entrambe le feritoie per migliorare il deflusso dell’aria.

Qualora i componenti del gruppo propulsore o il condensatore del climatizzatore richiedano aria di raffreddamento, la centralina apre inizialmente la feritoia superiore e successivamente, se necessario, quella inferiore.

Qualora si affrontino ripide discese e la batteria della vettura sia completamente carica, la presa d’aria adattiva si apre a vantaggio di una doppia canalizzazione dei flussi che convoglia l’aria fresca attraverso i passaruota anteriori verso le superfici d’attrito.

Altro ulteriore aiuto portato all’efficienza dell’aerodinamica è il sistema Adaptive air suspension, che è di serie sin dalla versione di ingresso, grazie all’interazione fra gli ammortizzatori regolabili e le molle pneumatiche.

Il sistema modifica l’assetto della vettura e, viaggiando in autostrada con una vettura più bassa, si riduce all’interno dei passaruota il flusso d’aria e le residue turbolenze vengono attenuate da appositi spoiler e deflettori posti davanti alle ruote anteriori.

Altro aiuto ad una migliore efficienza dell’aerodinamica viene fornito dalla sostituzione dei classici specchietti retrovisori con quelli virtuali, cioè piccoli supporti a forma di ala muniti di telecamere muniti di un sistema di riscaldamento che evita l’appannamento e la formazione di ghiaccio, assicurando un’ottima visibilità in ogni condizione meteo.

Rispetto ai retrovisori standard, gli specchietti virtuali producono fruscii aerodinamici pressoché annullati, mentre le immagini riprese vengono elaborate digitalmente e visualizzate inabitacolo mediante nitidi display OLED a elevato contrasto situati nella zona di transizione fra plancia e portiere.

Il miglioramento dell’efficienza aerodinamica passa anche per i cerchi in lega da 19” e dotati di pneumatici 255/55 con una ridotta resistenza al rotolamento con le scritte incise anziché in rilievo.

Ed in ultimo la carrozzeria dove l’andamento degradante del tetto verso il posteriore porta ad una turbolenza inferiore.

L’Audi e-tron Sportback 55 quattro accreditata di una potenza massima di 408 CV e di uno scatto da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi, tocca i 446 km con una carica completa della batteria, circa 10 km in più dell’Audi e-tron 55 quattro anch’essa dotata di due motori ad emissioni zero e batterie da 95 kWh.

La maggiore autonomia è proprio da ascrivere al miglior coefficiente aerodinamico.

Scritto da Marco Lasala

Credo di esser nato per comunicare la mia passione per i motori: i miei primi passi li ho mossi.. su di un kart!!! Mi sono laureato in Economia e Commercio (indirizzo Marketing), ma ho iniziato a fare il giornalista da quando avevo poco più di 20 anni, scrivendo per quotidiani nazionali e riviste estere. Oggi collaboro con diverse testate specializzate nell’universo automotive, provo auto e moto, descrivo le mie sensazioni di guida, cerco di emozionare i lettori. Sono un competitivo, amo salire sul gradino più alto del podio, sono convinto che il pericolo più grande sia frenare, piuttosto che affrontare una curva a gas aperto! Il mondo dei motori è in continua evoluzione, l’elettrificato macina chilometri, ma… nella mia mente la melodia di un V12 a 8.000 giri non svanirà mai!

Mini Cooper SE

Mini Cooper SE 2020: electric go-kart feeling!

renault

Renault riparte in totale sicurezza