Menu

Sognare costa: il superbollo respinge ogni desiderio di sportività!

bollo,superbollo,tassa,aci,unrae,governo montiUna tassa assurda, un vera vera e propria follia quella che da anni impazza nel nostro paese, perché se è vero che un tempo sognare non costava, anzi, aiutava a superare barriere e difficoltà che la vita ogni giorno ci propone, dopo il Governo Monti, il superbollo ha tarpato ogni desiderio di sportività sulle quattro ruote.

Sarò libero con i miei soldi di acquistare l’auto che desidero, che ha una potenza superiore ai 250 cavalli, ma che mi garantisce sicurezza nei sorpassi, libertà di andare in pista, voglia di chiacchierare con gli amici al bar, senza esser penalizzato dal superbollo  ? Purtroppo no!

Perché se con i risparmi di una vita, sogno di acquistare un auto anche non più giovanissima ma con una potenza superiore ai 185 kW, in pratica, mi tocca pagare una “tassa addizionale” che in alcuni casi, diventa realmente una vera e propria barriera economica insormontabile, perché parliamo di migliaia di euro, tra bollo e superbollo , da sborsare ogni anno.

Il mercato dell’auto ha conosciuto negli anni passati una crisi senza precedenti, vetture nuove ed usate hanno drammaticamente subito un arresto nelle vendite, i piazzali delle concessionarie spesso sono stati colmi, zeppi, di auto invendute, e ciò è imputabile a vari motivi, non in ultima istanza, quello del superbollo .

Ma veniamo all’atto pratico, un auto che supera come potenza massima dichiarata al libretto, i 185 kW ovvero i 250 cavalli, sarà soggetta ad una addizionale erariale pari a 20 euro per ogni kW in più!

Una TASSA, che si riduce dopo cinque anni del 60%, dopo dieci anni del 30%, dopo quindici anni del 15%, per poi non esser più calcolata dopo 20 anni.

In pratica se acquisto un Mercedes-Benz A 45 AMG, vettura che ha 280 kW, pagherò ben 2.486 euro, una BMW M3 da 317 kW pagherà oltre 3.220 euro, per una Jaguar F-Type 3.0 V6 da 279 kW occorrerà sborsare oltre 2.440 €!

Siamo allo sbando più totale, possibile che un tassa ritenuta da molti, prima di tutti dalle case automobilistiche, una vera barriera nelle vendite di vetture sportive, che di fatto non ha comportato altro che una diminuzione delle immatricolazioni, con conseguente diminuzione del gettito fiscale per lo stato, continua ad esser in vigore nel nostro bel paese.

Di seguito pubblichiamo l’appello di alcuni tra i più importanti “portavoce” delle Case Automobilistiche, dove tra le righe è possibile leggere quanto un appassionato di auto, sia sconfortato nel vedere che un Paese bello come il nostro, ricco di una storia automobilistica senza precedenti, sia stato messo in ginocchio da una tassa che non ha nessuna ragione di esistere, ma che anzi, andrebbe eliminata per dar nuovo vigore all’industria automobilistica nazionale e mondiale.

NO al Superbollo!

Eugenio Blasetti (press relations manager Mercedes-Benz)
: “C’erano una volta in Italia le auto potenti. Rosse, Argento, Blu e Nere. Le vedevi, le sognavi, le compravi usate di seconda, terza o quarta mano. Perché la passione ti divorava.
E c’erano i meccanici maghi. Ricordo quello di una concessionaria di Roma che aveva il camice bianco. Era burbero, severo ma umano e quando la mia auto vecchia ma potente ebbe un problema serio, me lo risolse prendendo il costosissimo pezzo da un’auto incidentata.
Tutto questo oggi è sparito, almeno in Italia. Perché le auto potenti nuove se ne vendono poche in Italia. Restano quelle d’epoca che pagano un bollo ridotto. Nuove ci sono le irraggiungibili, da collezione. Della fascia intermedia, quelle poche che si vendono, dopo il primo proprietario, dopo quattro anni, se ne vanno all’estero. Perché pochissimi possono permettersi di mantenerle.
E i maghi hanno cessato l’attività o si dedicano alle utilitarie.
E questo ha un responsabile: il superbollo del 2011 del Professor Monti. Pur avendo quest’ultimo ammesso di averlo introdotto per motivi simbolici ed oggi anacronistici, il superbollo è ancora qui.
Ma, direte voi, oltre ad aver ucciso le auto potenti e massacrato l’indotto e l’artigianato che ci gravitava attorno, il Superbollo ha finanziato le disastrate finanze italiane tassando maggiormente quelli con la maggior capacità contributiva? (Così prescrive la nostra bella costituzione)
No! il superbollo ha portato meno soldi all’erario, i ricchi hanno pagato meno tasse e questo iniquo balzello ha sperperato valore italiano generando la svendita all’estero di migliaia di bellissime supercar.
Quindi, l’appello che lancio è:
Fate pagare più tasse ai ricchi, ed un po’ anche agli appassionati, ma dategli valore e spazio alle loro passioni.
Sostituite il superbollo con un imposta di immatricolazione pari al 3-5% del prezzo.
In modo che il secondo proprietario ne paghi la metà ed il terzo un quarto ( secondo la logica del valore residuo).
E se il flusso di cassa non è sufficiente aumentate questo valore per i primi anni per poi ridurlo.
Tornerete a far sognare gli italiani che sono orgogliosi di vivere nel paese di Ferrari, Maserati, Lamborghini ed Alfa Romeo.
E riaccenderete le discussioni a scuola e nei bar o nei circoli sportivi su chi fa meglio le auto tra Modena e Stoccarda”.

 Lidia Dainelli (direttore comunicazione Jaguar Land Rover):
“Rappresento due brand premium, Jaguar e Land Rover, che naturalmente hanno risentito piu’ di altri dell’introduzione del superbollo su tutta la fascia alta/prestazionale delle rispettive gamme.
La forma con la quale la tassa è stata concepita ha di fatto distrutto in Italia un segmento che rappresenta il fiore all’occhiello dell’automotive e ha generato un danno per tutto il comparto automobilistico. Tale danno ha un duplice aspetto, direi pratico e “filosofico”.
Il superbollo per le auto più potenti è stato e continua a essere improduttivo per lo Stato: ha generato una serie di fenomeni a catena tra cui un calo verticale delle vendite sopra i 185KW, l’aumento delle esportazioni di auto usate, mentre quella parte alta del segmento avrebbe potuto generare un importante gettito fiscale per lo Stato e quindi un impulso positivo all’economia.
L’altro aspetto è direi più di cuore: in Italia vige ancora l’emozione data da una bella vettura prestazionale, il desiderio, la passione nell’acquistarla e guidarla: la vettura diventa un po’ l’immagine, l’identità dell’acquirente. Questa sovrattassa che voleva colpire i super ricchi ha invece danneggiato lo slancio del possesso di un oggetto desiderato. Potete immaginare come può colpire a livello emozionale Jaguar che ha come DNA di brand the Art of Performance!”.

Pietro Innocenti (direttore generale Porsche Italia):
“In bocca al lupo a Parco Valentino per questa terza edizione e grazie per aver riacceso i riflettori sul tema del superbollo, con l’auspicio che la politica riesamini con serenità una legge che si è dimostrata non solo inefficace ma anche dannosa per l’erario e l’occupazione”

Romano Valente (direttore generale UNRAE):
“I dati che abbiamo mostrato sono in grado di raccontare meglio di qualsiasi considerazione quello che ha significato il Superbollo, ovvero la perdita di fatturato, di gettito fiscale, la sofferenza di un’area dell’eccellenza tipicamente italiana, e abbiamo anche messo in difficoltà competenze commerciali e tecniche difficilmente rinnovabili. Se si eliminasse il Superbollo ci sarebbe, quindi, un maggior gettito fiscale”.

a cura di Marco Lasala
marco.lasala@reportmotori.it

ReporTMotori TV

Newsletter