Questa Bugatti supera ogni record: spendi 7.000 euro ogni volta che fai pochi chilometri, lusso incredibile.
La Bugatti non ha certo bisogno di presentazioni. La casa francese è un sogno per ogni appassionato di motori, grazie ai suoi bolidi eleganti e potenti che hanno battuto ogni record dal punto di vista di velocità a prestazioni. Un po’ come un’altra azienda molto amata dagli amanti delle auto, Ferrari, però anche Bugatti non è certo alla portata delle tasche di tutti. Averne una è un privilegio riservato a pochissimi. Queste auto sono dei veri gioielli su quattro ruote, e il loro costo va di pari passo alla qualità eccellente del prodotto, un vero standard di perfezione quando si parla di automobili.
I modelli Bugatti battono ogni record anche per quanto riguarda il loro costo. C’è un veicolo, però, che anche su questo fronte arriva a cifre impressionanti anche per gli imponenti standard dell’azienda, e non soltando dal punto di vista del prezzo d’acquisto. Questo veicolo fa parlare di sé non soltanto per le sue prestazioni fuori dall’ordinario.
Bugatti, quanto costa il Bolide! Cifre da capogiro
La Bugatti Bolide è un’auto dalle potenzialità davvero straordinarie, grazie ad un motore da 1.850 CV di potenza e 1.850 Nm di coppia che le consente di raggiungere un’accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 2,17 secondi. Praticamente una Formula 1, non a caso ha un prezzo di acquisto davvero faraonico che pochissimi possono permettersi. Per comprarla servono infatti circa 4 milioni di euro. Se già così la cifra sembra inimmaginabile, però, sappiate che non è finita qui: i costi di gestione infatti sono ancora più impressionanti.
Per percorrere 60 Km, infatti, come riportano i colleghi di auto.everyeye servono ben 7.000 euro. E’ infatti la cifra che serve per sostituire i pneumatici di questa straordinaria auto una volta usurati. Ipotizzando la distanza percorsa da una normale citycar, come per esempio la Toyota Corolla, ovvero circa 300.000 Km, si spenderebbe 36 milioni di euro solo per la sostituzione delle gomme.
Non a caso, si tratta di un modello che può circolare solo in pista, anche per tutelarlo da eventuali danni che avrebbero conseguenze economiche disastrose, e un modello da maneggiare con cura. Un “pezzo da museo” da utilizzare con parsimonia e non certo un’auto da sfruttare per i propri spostamenti con continuità. Resta un modello alla portata di pochissimi.