Menu

Fiat 124 Sport Spider 1966

Fiat 124 Sport Spider 1966La 124 Sport Spider del 1966: nasce una leggenda dell’automobilismo mondiale
Il modello riproponeva buona parte della meccanica dalla Fiat 124 berlina ma nasceva fin da subito con alcune ben precise caratteristiche sportive.

La firma Pininfarina assicurava eleganza del design e degli interni, e complessivamente la 124 Sport Spider si distingueva per l’alta qualità complessiva delle finiture, degli accessori, dei colori. La vettura era lunga 3,97 m, e la linea esterna risultava moderna, sobria e ben proporzionata.

Lo sguardo seguiva la vista laterale grazie al motivo del parafango posteriore che si raccordava, abbassandosi leggermente, a quello anteriore. Il frontale era compatto e piatto, alleggerito grazie all’incavo in cui alloggiavano i due fanali anteriori leggermente retratti. Originale la presa d’aria, di forma esagonale, ed essenziale il paraurti avvolgente e privo di rostri. La coda era caratterizzata da due pinne lievemente inclinate verso l’alto, a formare una linea concava raccordata con il profilo del bagagliaio.

Aveva dunque lo stile e le dimensioni delle espressioni più attraenti del suo tempo: bella tra le belle, ché sullo stand Fiat in quel novembre 1966 era attorniata da Miss Italia e Miss Sorriso, e dall’attrice Marisa Solinas.

Fiat 124 Sport Spider 1966La capote della 124 Sport Spider del 1966 presentava il lunotto in vinilite e comprendeva anche due cristalli laterali che rientravano contemporaneamente all’abbassarsi della capote. Le ampie superfici vetrate garantivano visibilità in ogni direzione, i risultati aerodinamici rendevano la vettura adatta alle velocità autostradali e allo stesso tempo alla marcia e alle manovre in città. Il taglio dei finestrini e del parabrezza, i particolari delle maniglie, dei fari, delle luci, i sedili, i colori, tutti risentivano della ricerca dell’utilità e dell’eleganza. Per la carrozzeria erano stati inoltre ben curati gli interni con sedili anatomici, finizioni in legno e una strumentazione ricchissima: cruscotto con tachimetro, manometro elettrico dell’olio, termostato dell’acqua e contagiri elettronico.

Ferma restando la trazione posteriore, a connotare fortemente la versione spider era il motore 124AC.000, un 4 cilindri in linea con alesaggio e corsa, rispettivamente, di 80 e 71,5 mm, per una cilindrata di 1438 cm3. Decisamente brillante, grazie anche alla testata con doppio asse a camme e valvole a V, sviluppava una potenza di 90 CV a 6500 giri/minuto e raggiungeva una velocità massima di 170 km/h. Il carburatore era a doppio corpo verticale, e un sistema di doppio filtraggio dell’olio garantiva una miglior lubrificazione e una maggior durata. Altre caratteristiche facevano del modello una vettura sportiva di fascia alta: cambio a 5 marce di serie, pneumatici radiali e volante a due razze di tipo sportivo.

Quest’ultimo era collegato alla scatola guida con un piantone in due tronchi, uniti da giunti cardanici, che garantivano un eccellente assetto di marcia. L’eleganza delle linee,  le buone prestazioni del motore, la stabilità e la sicurezza del modello – che derivava dai 4 freni a disco dal servofreno a depressione e dalla presenza  della barra Panhard trasversale per una migliore disposizione dei carichi nelle curve – assicurarono fin dai primi mesi  un buon successo commerciale di segmento e di immagine.

La 124 Sport Spider costava 1.550.000 lire, circa mezzo milione in più rispetto alla berlina. Con un sovrapprezzo di 65.000 lire erano disponibili i cerchi in lega “Cromodora” e il tettuccio rigido. Della prima serie, sino al 1969, furono prodotti circa 25.000 esemplari.

ReporTMotori TV

Newsletter