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Brembo svela i segreti del circuito di Aragon

Marc Marquez - StaccataDal 23 al 25 settembre il MotorLand di Aragon ospita il 14esimo appuntamento del Mondiale 2016 della MotoGP.

Il circuito sorge ad Alcaniz, in Aragona, nel nordest della Spagna. Disegnato dall’architetto tedesco Hermann Tilke, in collaborazione con il pilota Pedro De La Rosa, è stato inaugurato il 6 settembre 2009. Ospita la MotoGP dal 2010, anno in cui è diventato il quarto GP iberico del campionato.

Il tracciato usato dalle moto misura 5,077 km ed è composto da due lunghi rettilinei separati solo da un paio di curve. Curiosamente, mentre tutti i primati sul giro appartengono ai piloti spagnoli, la velocità massima mai raggiunta qui è stata fatta segnare da Stefan Bradl: 341,6 km/h nel 2013.
La pista, considerata abbastanza tecnica è piuttosto impegnativa per i freni poiché, soprattutto nella prima parte del tracciato, non permette un buon raffreddamento dell’impianto frenante: in quella sezione la sequenza serrata di staccate minori può mettere in crisi i freni.

Secondo i tecnici Brembo, che hanno a che fare con tutti i piloti della MotoGP (Brembo fornisce il 100 per cento dei piloti della classe regina), il MotorLand di Aragon rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4, ottenuto anche da altre 3 piste, inclusa l’altra spagnola Jerez.

L’impegno dei freni durante il GP
Le MotoGP fanno ricorso ai freni ben 11 volte al giro, buona parte delle quali situate nella prima metà della pista. La seconda sezione, invece, è decisamente più veloce, grazie anche ad un rettilineo di 968 metri, in cui le MotoGP superano i 340 km/h. I freni vengono utilizzati per oltre 31 secondi al giro, pari al 28 per cento dell’intero GP. La presenza di tante curve ravvicinate si traduce in una decelerazione media piuttosto bassa: 1,13 g. Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno nell’intero GP il valore supera i 12 quintali, equivalente al peso di 170 prosciutti Jamón de Teruel interi.

Le frenate più impegnative
Delle 11 frenate del circuito di Aragon solo una è considerata altamente impegnativa per i freni; mentre 6 sono di media difficoltà e 4 sono light.
La più stressante per l’impianto frenante è la prima curva, perché per affrontarla le moto perdono oltre 200 km/h, passando da 288 a 86 km/h in 244 metri, poco più della lunghezza del Puente de Piedra di Saragozza: i piloti esercitano una forza di 7 kg sulla leva del freno e subiscono una decelerazione di 1,5 g.

Notevole anche la frenata alla curva 16, la penultima del tracciato: da 343 a 146 km/h in 4 secondi netti durante i quali le moto percorrono 264 metri. Più lungo in termini temporali l’impiego dei freni alla curva 12: 4,7 secondi per scendere da 263 a 96 km/h.
L’unica curva della pista intitolata ad un pilota, la numero 3 in salita, ribattezzata Carlos Checa prevede invece un impiego contenuto dei freni: solo 1,7 secondi con un carico sulla leva di 3,8 kg per un calo di velocità di 56 km/h, da 206 a 150 km/h.

 

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