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Biometano, una svolta anche in Italia?

Audi Q7 e-tron 3.0 TDI quattroIl resto d’Europa, e in particolare la Germania, l’Olanda e la Svezia, ha imposto una spinta nella produzione di biometano da immettere in rete per la circolazione di mezzi di trasporto e per il consumo domestico, arrivando perfino ad aprire una stazione di rifornimento in autostrada.

L’Italia, sebbene qualche passo avanti l’abbia fatto, resta come fanalino di coda, per la mancanza di una normativa precisa che permetta di potenziare lo stoccaggio e la fruibilità del combustibile ecologico e per la mancanza di centri specializzati che dal biogas passino al metano puro.

Aspettando che il legislatore faccia qualche ulteriore passo avanti con una politica volta a una maggiore sostenibilità, rendendo effettive le promesse fatte lo scorso marzo di incentivi per l’autotrazione e la revisione del decreto 5/12/2013 sul biometano, le aziende private, in numero piano piano crescente, stanno già investendo nel bifuel, riconvertendo, affinando e ampliando gli impianti di biogas a disposizione.

Una scelta lungimirante visto il crescente numero di macchine a metano vendute anche in Italia, e oculata rispetto al problema dei rifiuti, annoso per il Bel Paese.

Riuscire a sostituire il gas naturale, già più economico e meno inquinante di qualsiasi altro combustibile naturale legato al petrolio, con una fonte di energia rinnovabile come il biometano, è un passo importante verso una maggiore consapevolezza delle proprie risorse.

Già 1500 impianti in Italia trasformano i rifiuti organici in biogas, ma questo non basta. Infatti la percentuale di metano così è solo al 65%, mentre per essere impiegata nelle macchine e per uso domestico deve arrivare al 99%. Solo poche modifiche mancano a questi impianti, affinché contribuiscano in maniera crescente al fabbisogno di energia rinnovabile del paese, riducendo le emissioni di CO2.

È facile credere infatti che le macchine a biometano possano eguagliare le macchine elettriche per emissioni di polveri sottili, arrivando a 3 g/km. Partendo da 79 g/km del motore a metano (del modello Volkswagen Eco Up!), dai 105 g/km del motore a benzina (stesso modello), col metano misto al bifuel (40%) si arriverebbe a 50 g/km circa, per poi scendere vertiginosamente col biometano puro a pochi grammi di CO2.

Una soluzione che necessita di più incentivi sicuramente ma anche di una apertura mentale, capace di capire che le soluzioni a molti problemi alla fine sono date dal rispetto, verso gli altri e l’ambiente.

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