Giappone, questo nuovo motore è pronto a mandare in pensione l’elettrico. Te lo farà dimenticare. Può cambiare il futuro.
La sostenibilità ambientale, come noto. è oggi un requisito fondamentale per l’industria dei motori. L’elettrico è la soluzione su cui, al momento, si continua a spingere con maggiore forza per raggiungere quanto prima i requisiti in termini di emissioni e ambiente imposti dalle nuove normative. I modelli a batteria, però, continuano a faticare a convincere una parte del pubblico, soprattutto per via degli alti costi e della autonomia ancora limitata di questi veicoli. Per questo in molti si sono schierati contro l’utilizzo dell’elettrico come unica soluzione, ma hanno infatti fatto pressioni sulle istituzioni per far si che si potesse continuare a lavorare su motorizzazioni di diversi tipo e su più fronti.
Il Giappone, in questo senso, è uno dei paesi che ha maggiormente puntato su un ampia varietà di motori per raggiungere la sostenibilità, e che tramite le sue aziende ha sempre rigettato il ban contro i motori termici. Non a caso, proprio dal paese del Sol Levante è in arrivo un motore che può cambiare le carte in tavola per quanto riguarda il futuro dei motori.
Nuovo motore dal Giappone
Isuzu ha infatti sviluppato un motore termico da 2,2 litri di cilindrata, chiamato RZ4F-TC “Maxforce”, alimentato a gasolio. Si tratta di un lavoro totalmente nuovo, e non dello sviluppo di un motore precedente: la scelta di puntare su un 2.164 cc a 4 cilindri, 16 valvole e distribuzione a catena con tendicatena automatico e segno di come dall’altra parte del mondo si continui a vedere i motori tradizionali come parte integrante anche del futuro dell’industria dei motori.
Sarà un motore da 164 Cv di potenza e 400 Nm di coppia. Questo non significa, ovviamente, dimenticarsi dei parametri da rispettare sul fronte delle emissioni: rientra infatti perfettamente negli standard Euro 6e-bis, per questo la Isuzu ha intenzione di utilizzarlo anche per le vetture in venditanell’Unione Europea. Non resta dunque che aspettare e vedere come questo nuovo propulsore verrà accolto dal settore. Sicuramente, rispetto a qualche tempo fa, sembra evidente la maggiore propensione verso l’utilizzo di motori a diesel e benzina anche in futuro, e anche l’Unione Europea, che sembrava intenzionata a vietarne la produzione dal 2035, sembra orientata ad una maggiore flessibilità sulla scia di quanto avviene dall’altra parte del mondo.