Alex Zanardi si è spento nel calore della sua famiglia nella serata di venerdì, lasciando un vuoto incolmabile nei cuori degli appassionati. La data della sua morte somiglia ad uno scherzo del destino.
La vita è fatta di gioie e dolori, ed il mondo del motorsport italiano sta vivendo delle ore di angoscia, a seguito di una notizia che nessuno avrebbe voluto sentire. Alex Zanardi si è spento nella serata di venerdì, come comunicato dalla sua famiglia, presso la propria abitazione bolognese. Le sue condizioni di salute si erano aggravate nelle ultime ore, dopo aver vissuto anni complicati e lontani dai riflettori.
Il 19 di giugno del 2020, durante una staffetta di beneficenza corsa sulla sua amata handbike, Zanardi fu vittima di un drammatico incidente, dal quale non si è più definitivamente ripreso. Dopo aver subito vari interventi chirurgici, riacquisì conoscenza nel gennaio del 2021, per poi essere trasferito a casa per proseguire la riabilitazione. Così come nel caso di Michael Schumacher, anche sul pluri-medagliato ed ex pilota bolognese non erano più arrivati aggiornamenti in merito alla propria convalescenza, sino all’annuncio più triste arrivato nella mattinata di sabato.
Zanardi, la scomparsa nello stesso giorno di Senna
La carriera sportiva di Alex Zanardi è stata un’altalena di emozioni, a partire dagli anni Ottanta e dagli esordi nel motorsport. Dopo le prime annate in F1, dove ottenne poca fortuna per via di un materiale tecnico mai all’altezza del proprio talento, Zanna ottenne due titoli in Formula CART con il team di Chip Ganassi, nel 1997 e nel 1998, rendendosi protagonista del mitico “The Pass” al Cavatappi di Laguna Seca, ai danni di Bryan Herta.
Dopo il rientro in F1, datato 1999 al volante della Williams, Zanardi decise di tornare nuovamente alle corse a stelle e strisce, che lo condussero diretto al suo destino. Alex perse entrambe le gambe il 15 di settembre del 2001, nel drammatico incidente del Lausitzring, quando fu centrato in pieno dalla monoposto di Alex Tagliani. La sua vita sembrava arrivata al capolinea, ma il destino non aveva fatto i conti con la tempra di Zanna e con la sua voglia di riscatto.
Il pilota bolognese tornò a correre nel WTCC, divenendo pilota ufficiale BMW, per poi dare vita alla sua seconda carriera, quella in handbike. Negli sport paralimpici arrivarono fiumi di medaglie d’oro, tanto per arricchire un palmares già abbastanza invidiabile. In pochi, forse, avrebbero immaginato che il destino potesse accanirsi in questo modo sulla leggenda del nostro sport. A conclusione di un percorso da non credere, Alex si è spento nello stesso giorno di Ayrton Senna, quel primo maggio che rappresenta ormai un incubo per chi ama il motorsport. A 32 anni di distanza l’uno dall’altro, le due leggende si sono riunite, lasciando un vuoto incolmabile nella nostra memoria.
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