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Crolla il colosso degli Agnelli, dramma per l’industria italiana: l’annuncio dell’ad

Crolla il colosso degli Agnelli, dramma per l'industria italiana: l'annuncio dell'ad (Reportmotori.it)
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Il colosso italiano della famiglia Agnelli si trova a fare i conti con una crisi drammatica che ha portato al crollo

Il gruppo Exor oltre all’impero automobilistico ha consolidato la propria presenza in alcuni dei settori industriali più importanti al mondo, ampliandosi anche ai servizi finanziari, passando per tecnologia, editoria e agricoltura, la holding controllata dalla famiglia Agnelli continua a muoversi su scala globale con investimenti strategici e partecipazioni di peso.

john elkann
Crolla il colosso degli Agnelli, dramma per l’industria italiana: l’annuncio dell’ad (Reportmotori.it)

Al comando di questa struttura c’è ovviamente John Elkann, figura sempre più centrale nell’industria internazionale e oggi impegnata a gestire un ecosistema di aziende estremamente diversificato.

CNH Industrial, numeri a picco: la situazione

Tra le realtà più importanti controllate dal gruppo c’è CNH Industrial, gigante italiano dei macchinari agricoli, industriali e dei servizi collegati. Un’azienda fondamentale per il settore agricolo mondiale, presente in mercati chiave come Nord America, Sud America ed Europa attraverso marchi storici e una rete produttiva globale.

Il 2026, però, non si sta aprendo nel migliore dei modi per il gruppo. I risultati del primo trimestre mostrano infatti un netto rallentamento della redditività, segnale di un mercato che continua a vivere una fase molto complicata.

CNH Industrial ha registrato un utile netto di appena 10 milioni di dollari nei primi tre mesi dell’anno, contro i 132 milioni dello stesso periodo del 2025. Anche l’utile per azione è sceso drasticamente, passando da 0,10 a 0,01 dollari. Numeri che raccontano chiaramente la difficoltà del contesto attuale.

Anche l’utile netto rettificato mostra un forte ridimensionamento, fermandosi a 21 milioni di dollari rispetto ai 132 milioni registrati un anno fa. Un rallentamento importante che riflette le tensioni presenti nel settore agricolo globale.

I ricavi consolidati si sono attestati intorno ai 3,83 miliardi di dollari, mentre le vendite nette delle attività industriali hanno raggiunto i 3,17 miliardi. Dati sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, ma insufficienti a compensare il calo della redditività e l’aumento delle pressioni operative.

A pesare è soprattutto la debole domanda di macchinari agricoli in Nord America, un mercato tradizionalmente strategico per CNH. A questo si aggiungono le difficoltà economiche in Brasile e un quadro commerciale internazionale sempre più complesso, tra tensioni geopolitiche, volatilità delle materie prime e rallentamento degli investimenti.

L’amministratore delegato Gerrit Marx ha cercato di trasmettere un messaggio di cauta fiducia. “Sebbene il primo trimestre abbia risentito della domanda storicamente bassa di macchinari agricoli in Nord America, di un contesto commerciale complesso e delle continue difficoltà in Brasile, la nostra performance è stata in linea con le aspettative”, ha spiegato.

Marx ha sottolineato anche il lavoro fatto dall’azienda sul fronte operativo, evidenziando la gestione controllata della produzione, la stabilità delle scorte e i miglioramenti ottenuti in termini di efficienza e qualità.

Secondo il CEO, il settore agricolo starebbe attraversando la fase più critica dell’attuale ciclo economico, ma il gruppo continua a guardare avanti: “Il nostro obiettivo principale rimane quello di posizionare CNH per la ripresa del mercato”.

Scritto da Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

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