Lo spreco di risorse economiche che c’è in Italia non ha eguali in altri Paesi europei. Questa storia sugli autobus in Puglia troppo lunghi insegna che non c’è mai limite alla superficialità.
Gli anziani notoriamente amano osservare i cantieri con curiosità e mani giunte dietro le spalle. L’Italia degli appalti e degli anziani è fatta di paradossi da osservare a mani giunte però vicino al cuore. Tempo sprecato, ospedali mai finiti, ponti mal costruiti e scuole fatiscenti riempiono le pagine dei quotidiani.
Le nostre città italiane soffrono e con esse i cittadini che si vedono tutti i giorni mortificati nella qualità di vita grazie all’incapacità o a causa della negligenza di certi amministratori. Il Meridione spesso e volentieri soffre anche di più del Nord Italia a causa dell’incapacità della politica. Lo spreco di risorse in Puglia ha avuto un eco nazionale con un caso curioso noto per un investimento di oltre 25 milioni di euro per l’acquisto di 90 autobus che poi sono stati consegnati a 28 Comuni pugliesi.
Acquisti resosi possibili grazie ai fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) approvato nel 2021 dall’Italia per rilanciarne l’economia dopo la pandemia di Covid-19. I bus, di quasi 11 metri di lunghezza, rientranti nella fornitura degli Otokar (modello Kent C Cng) con alimentazione a metano, sono troppo lunghi per i centri destinati, pertanto dopo una cerimonia pubblica alla presenza dall’ex assessora regionale ai Trasporti Debora Ciliento, sono rimasti nei depositi o utilizzati a scartamento ridotto con un cambio di percorso rispetto a quello prestabilito, di fatto non fornendo il servizio a causa di una mancanza assoluta di valutazione delle dimensioni dei bus.
Occasione persa
A causa del clamoroso errore, come sottolineato anche dalle parti interessante, si è venuto a generare un meccanismo che non soddisfa le richieste di mobilità dei cittadini e può diventare un peso per chi, invece, è costretto a utilizzare tali mezzi. Pertanto nei piccoli Comuni questi autobus sono rimasti inutilizzati, rappresentando uno spreco economico tra i tanti in bella vista.
E’ andata meglio ai centri grandi, infatti, alla provincia di Foggia sono stati trasferiti 55 bus, alla città metropolitana di Bari 51, a Taranto 19, alla Bat (Barletta-Andria-Trani) 13, a Brindisi 6 e a Lecce 4. A pagare l’errore sono sempre i cittadini che si vedono poi impegnati a risolvere con le proprie capacità d’ iniziativa le carenze strutturali di una realtà che resta sempre più attardata rispetto ad altri Paesi europei.
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