Il cinque volte iridato riuscì a piegare Valentino Rossi anche usando uno stratagemma tenuto nascosto al Dottore sino ad oggi.
Tra Lorenzo e Rossi c’è sempre stata una super rivalità. Il debutto dello spagnolo nel team factory della Yamaha modificò dei delicati equilibri, spingendo il Dottore poi a migrare in Ducati nel tentativo di vincere in MotoGP in sella a tre moto diverse. L’impresa non riuscì e dopo un biennio avaro di soddisfazioni il campione italiano tornò sui suoi passi, chiedendo la sella della M1.
Lorenzo era diventato una superstar e non ebbe paura di risfidare il numero 46 ad armi pari. Le moto erano le stesse nel 2015, ma c’erano dei dettagli che andarono in favore del maiorchino. Non scenderemo nei dettagli della vicenda che coinvolse Marc Marquez che, di fatto, favorì la rimonta del connazionale, ma sono emersi ulteriori aspetti sulla preparazione manicale di Jorge.
L’arma in più di Lorenzo nel 2015
Per provare a strappare il decimo riconoscimento iridato della carriera di Valentino, il centauro con il numero 99 escogitò di tutto. Jorge Lorenzo lottò per il titolo sino all’ultimo atto valenciano e vinse per i suoi meriti, anche grazie a idee innovative, come ha raccontato a Moto.it.
“Ora posso dirlo. Vi faccio un esempio per farvi capire il livello di ossessione che avevo nel cercare di vincere: ho comprato un camper completamente smontabile. Non era uno di quei camper americani che vengono forniti prefabbricati come uno stampo e non possono essere modificati; ho costruito un camper a mio piacimento. Ho fatto installare una criosauna all’interno, dove entravo in un ambiente a meno 180 gradi per tre minuti per riprendermi dopo ogni sessione di allenamento. A meno 180 gradi”, ha confessato lo spagnolo.
“Avevo questa cosa di cui nessuno sapeva nulla, volevo tenerla segreta, perché parcheggiavano sempre il camper di Valentino accanto al mio. Dissi a Kike, il mio assistente, di mettere l’idrogeno dietro il camper. Nessuno poteva vederlo, nemmeno Max, l’assistente di Valentino. Non volevo che nessuno lo sapesse. Nemmeno il mio manager lo sapeva, solo per tenerlo segreto e avere un vantaggio competitivo. Avevo un medico che aveva un metodo per rendermi più forte, un fisioterapista, tutto. Ho fatto tutto e ho investito tutto per diventare più forte. Cristiano Ronaldo è lo stesso: investe 12 ore al giorno solo per migliorare, dedica più ore al lavoro di tutti gli altri e, alla fine, fa la differenza”, ha spiegato Lorenzo.