Con una realtà in grande crisi risulta difficile immaginare una transizione green alle nostre latitudini. Ecco cosa bolle in pentola in Europa.
Anni fa il green deal ha lanciato il trend della tecnologia alla spina. Oggi possiamo affermare, senza essere criticati, che si è trattata di una mossa disperata che ha affossato l’industria europea e ha favorito il major cinesi. Il mercato delle quattro ruote è crollato in Europa, con danni al comparto lavorativo irreparabili, e Bruxelles non ha fatto altro che alimentare dubbi sulle concrete possibilità che dal 2035 si applichi un ban ai motori termici.
La data di presentazione delle misure di rilancio promesse dalla Commissione europea potrebbe slittare. Il 16 dicembre si dovrebbero andare a discutere importanti tematiche. Il problema principale è che la tanto attesa conversione dei parchi auto circolanti, almeno nell’Europa meridionale, non è avvenuta. Gli italiani, così come i greci, gli spagnoli, i portoghesi hanno preferito tenersi strette le amate auto termiche senza esborsi economici insostenibili.
Non tutti hanno un garage privato ad esempio dove impiantare una colonnina. Non tutti possono abituarsi all’idea di lunghe ricariche e farsi condizionare dall’autonomia delle EV in infrastrutture pubbliche limitate. I prezzi, salvo incentivi, sono rimasti proibitivi per la fascia media e la svalutazione delle vetture a pila preoccupa. Il 10 dicembre sembrava essere la data giusta per discutere della questione, ma è già stata rinviata in una agenda molta fitta della Commissione europea.
Cambia la data del ban termico in Ue?
Il titolare dei Trasporti in Ue, Apostolos Tsitsikostas, ha annunciato la decisione di rinviare di “alcune settimane” la presentazione dei provvedimenti. “Ci stiamo ancora lavorando. Vogliamo presentare un pacchetto automobilistico che sia veramente completo e includa tutti gli aspetti necessari”, ha spiegato il commissario.
Tsitsikostas e il collega all’Industria, Stéphane Séjourné, hanno annunciato l’inclusione di maggiori flessibilità nei regolamenti e quindi risposte importanti. Alcuni manager hanno riferito al Sunday Times dell’intenzione di Bruxelles di rinviare la scadenza del 2035 al 2040. Alcune Case costruttrici non vorrebbero uno slittamento di altri 5 anni. Sarebbe solo una ulteriore attesa di un cambiamento. Un compromesso che rischierebbe di scontentare tutti player del mercato. Quindi o si farà un passo definitivo indietro sull’elettrico o molti costruttori preferiscono una accelerata secondo i piani fissati originariamente dai burocrati di Bruxelles.