Codice della Strada, arriva la riforma. Saranno coinvolte anche le multe. Ecco che cosa può cambiare nella normativa.
Il Codice della Strada è costantemente sotto discussione, alla ricerca di nuovi strumenti per migliorare la sicurezza stradale e ridurre il numero di incidenti stradali sulle nostre strade. Le norme negli ultimi anni si sono fatte sempre più severe, e anche nelle ultime riforme, in questi giorni al vaglio, si lavora per controlli più rigidi al fini di garantire la sicurezza. Su un altro tema, però, si sta dibattendo a lungo.
Si sta ragionando, infatti, anche sul fronte multe. Se sulle sanzioni e la necessità di disincentivare e punire duramente comportamenti alla guida non si transige, si ragiona per far si che queste siano comunque eque, che non vengano utilizzate come strumenti per fare cassa ai danni dei cittadini.
In questo senso, tra i temi che si stanno trattando sull’ultima riforma del Codice della Strada c’è anche quello legato alla riforma delle multe. Da tempo sotto accusa da parte dei cittadini ci sono i rincari legati al mancato pagamento della sanzione, ritenuti sproporzionati da molti rispetto alla cifra della multa. Proprio questo aspetto sarebbe uno dei temi che si sta valutando di modificare nel nuovo testo di riforma. Al momento non si tratta ancora di una misura approvata, ma siamo ancora al livello di proposta.
Codice della Strada, riforma sulle multe
Tra le riforme del testo base che sio al 13 settembre sarà in pubblica consultazione, c’è anche l’eliminazione del rincaro del 10% per ogni semestre di ritardo nel pagamento della multa. Un sistema che andava avanti dal 1981, e che in diversi casi aveva trasformato per i cittadini i ritardi in veri salassi da cui è diventato poi difficile rientrare.
Chi non paga la multa entro 60 giorni dalla notifica, oggi si trova a vedere raddoppiato l’importo. Dopo questo, se non si procede con il pagamento si passa alla riscossione coattiva. L’ente ha 5 anni per notificare la cartella editoriale, ma oltre alle spese amministrative in questa veniva inserito un aumento del 10% per ogni 6 mesi di ritardo al pagamento. Al 2024, era stato fissato un tetto massimo alla maggiorazione pari al 60%, ora se la normativa verrà approvata si passerà ad una abolizione completa.
Un passo che sulla carta dovrebbe mettere un freno alle cartelle esattoriali ampiamente rialzate rispetto alla multa originale che i cittadini si vedono ricapitare attualmente per i ritardi.
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