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Il tunnel sottomarino che collegherà l’Italia all’Africa via mare: costerà 40 miliardi di euro

Il tunnel sottomarino che collegherà l'Italia ad un altro Continente via mare: costerà 40 miliardi di euro (Reportmotori.it)
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Il nuovo tunnel sottomarino potrebbe collegare l’Europa e l’Africa attraverso l’Italia, un progetto mastodontico da oltre 40 miliardi di euro

Per decenni il Mediterraneo è stato considerato soprattutto una barriera naturale tra Europa e Africa, mentre oggi sta diventando sempre più un gigantesco corridoio strategico attraverso il quale transitano energia, dati, merci e persone. Non è un caso che negli ultimi anni gli investimenti nelle infrastrutture sottomarine si siano moltiplicati, trasformando il mare in uno degli asset più importanti della geopolitica internazionale.

tunnel sottomarino
Il tunnel sottomarino che collegherà l’Italia ad un altro Continente via mare: costerà 40 miliardi di euro (Reportmotori.it)

L’Italia, grazie alla sua posizione geografica, occupa un ruolo centrale in questa trasformazione. I grandi elettrodotti sottomarini, i gasdotti, i cavi in fibra ottica e le nuove rotte commerciali stanno progressivamente ridisegnando gli equilibri del Mediterraneo, rendendo la Sicilia uno dei punti nevralgici dell’intero continente europeo.

Il progetto che collegherà Italia e Africa con un tunnel

Il progetto preliminare sviluppato dal Center for International and Strategic Studies (CISS) della Luiss di Roma è quello di realizzare un tunnel sottomarino tra Sicilia e Tunisia, una gigantesca infrastruttura capace di collegare fisicamente Europa e Africa attraverso il Canale di Sicilia, e immagina un’opera lunga circa 140 chilometri, realizzata fino a 300 metri di profondità sotto il livello del mare.

L’investimento necessario sarebbe compreso tra 30 e 40 miliardi di euro, una cifra enorme ma non distante da quella richiesta per altre grandi infrastrutture internazionali. Secondo Giuseppe Marchetti, coordinatore del progetto, le principali difficoltà non sarebbero tanto di natura tecnica quanto economica e geopolitica.

Le condizioni geologiche e climatiche del Canale di Sicilia, infatti, vengono considerate favorevoli, mentre la vera sfida riguarderebbe il coordinamento tra i diversi Paesi coinvolti e il reperimento delle risorse finanziarie necessarie.

L’idea è quella di creare un’infrastruttura capace di trasportare contemporaneamente merci, persone, energia elettrica e dati digitali, trasformando il Mediterraneo centrale in uno dei principali hub infrastrutturali del pianeta.

Proprio nei fondali tra Italia e Tunisia sono già in fase di sviluppo opere strategiche come Elmed, il collegamento elettrico ad alta tensione da 600 MW realizzato grazie alla collaborazione tra Terna e Prysmian, destinato a favorire gli scambi di energia rinnovabile tra le due sponde del Mediterraneo.

E’ diventato operativo anche il segmento tunisino del progetto Medusa, uno dei più grandi sistemi di cavi in fibra ottica del Mediterraneo, e questa infrastruttura permette il trasferimento di enormi quantità di dati tra Europa e Nord Africa, offrendo capacità comprese tra 20 e 24 Tbps e contribuendo allo sviluppo dei servizi cloud e delle applicazioni legate all’intelligenza artificiale.

Il tunnel potrebbe quindi inserirsi in un ecosistema già in forte espansione, rafforzando ulteriormente il ruolo strategico della Sicilia.

Sul tema della sicurezza, il Canale di Sicilia rappresenta infatti uno dei principali choke point del Mediterraneo, cioè uno di quei punti geografici dove transitano infrastrutture considerate critiche per l’economia internazionale.

Negli ultimi anni gli episodi di sabotaggio ai danni di gasdotti e cavi sottomarini hanno dimostrato quanto queste reti siano vulnerabili. Per questo motivo gli esperti ritengono indispensabile affiancare al tunnel sistemi avanzati di sorveglianza dei fondali, droni subacquei e una stretta cooperazione tra Italia, Tunisia e gli altri partner internazionali, anche sul fronte dell’intelligence.

Il successo dell’opera dipenderebbe quindi non soltanto dalle capacità ingegneristiche, ma anche dalla stabilità delle relazioni diplomatiche tra le due sponde del Mediterraneo. Se il progetto dovesse realmente vedere la luce, la Sicilia potrebbe assumere un ruolo completamente nuovo nello scenario internazionale, diventando il principale punto di collegamento tra Europa e Africa e uno dei più importanti crocevia per il trasporto di persone, merci, energia e dati del XXI secolo.

Scritto da Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

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