La classe regina del Motomondiale è entrata in una nuova era con il passaggio di consegne a Liberty Media. Il manager ha criticato anche i piloti sulla griglia della MotoGP.
La top class sta vivendo un nuovo corso in attesa del definitivo cambiamento che arriverà con le nuove moto 850cc nel 2027. Con l’arrivo della proprietà americana di Liberty Media verrà adottato un modello molto simile alla F1 con un maggiore coinvolgimento dei fan, ma con uno show business imperante. Gli italiani hanno perso l’interesse che c’era ai tempi di Valentino Rossi, ma i motivi non sono soltanto tecnici.
La MotoGP di un tempo appariva più pura e vera. I centauri erano estremamente cattivi nelle battaglie, ma non c’era quel pizzico di ipocrisia che sta rovinando l’immagine reale del Paddock. Oggi i piloti in griglia vogliono sembrare tutti amici. La realtà è molto diversa rispetto allo spettacolo che vediamo nel weekend. Tutti vorrebbero vincere ed è naturale che a Pecco Bagnaia, ad esempio, possa stare antipatico Marc Marquez che gli è venuto a rompere le uova nel paniere nel team factory della Casa di Borgo Panigale.
La bordata di Pernat sulla MotoGP
I piloti moderni appaiono come dei burattini comandati da un Deus ex Machina che va a gestire dall’alto le trame del Paddock della MotoGP. Lo storico manager Carlo Pernat, in una chiacchierata con i colleghi di Formulapassion.it dopo la tappa ricca di insidie corsa in Brasile, ha dichiarato: “Se questo vuole dire andare avanti siamo messi bene…puoi andare in circuiti come questi. Ma stiamo scherzando? Non è pensabile che a sei minuti dalla partenza venga deciso di togliere otto giri alla gara, senza nemmeno la possibilità di mettere a posto la moto e cambiare eventualmente le gomme. Anche per la sicurezza, una cosa del genere non si può fare. Ai piloti poi io dico ‘che si sveglino!’ Ora sono trattati come delle marionette che devono limitarsi a fare tutto quello che vogliono gli altri. Così non va bene: devono prendere un loro rappresentante e fare un’associazione dei piloti”.
“Tutti hanno una loro associazione, solo loro non ce l’hanno. Devono prendere uno e pagarlo perché stia lì e faccia i loro interessi (dei piloti sulla griglia, ndr). Domenica non dovevano correre o meglio, dovevano imporsi e far ritardare la partenza di almeno un quarto d’ora per permettere di mettere la moto a posto, di cambiare il serbatoio etc. E i circuiti prima di essere omologati vanno visionati almeno due o tre volte. Anche questa idea di correre ad Adelaide nel 2027…le moto non devono avere i circuiti cittadini. La priorità deve essere la sicurezza. Bisogna stare attenti perché questi [Liberty Media] pensano solo a fare business”, ha concluso lo storico manager del Motomondiale.