Ci sono delle auto che sono meravigliose per quanto abbiano conservato intatto il loro fascino. Scopriamo le caratteristiche di una iconica BMW.
Quante volte vi siete imbattuti in un’auto storica e avete pensato che fossero più stilose e originali di quelle moderne? Le auto tedesche, prima della rivoluzione elettrica, erano rimaste fedeli alla tradizione, senza snaturarsi troppo. Solide, potenti e affidabili hanno raggiunto la fama mondiale anche grazie alle vittorie nelle sfide nel Motorsport.
La Casa bavarese è tra le più antiche di Germania, ma la divisione sportiva fu fondata solo nel 1972 su iniziativa del manager automobilistico Bob Lutz. In precedenza, Alpina si era concentrata principalmente sul perfezionamento dei prodotti della Bayerische Motoren Werke (BMW), arricchendoli con elementi tecnici estremi. La leggendaria BMW 3.0 CS, una austera coupé a sei cilindri, venne ribattezzata CSL nel 1971. Mentre la potenza del motore a carburatore da tre litri rimase invariata a 180 CV, il peso fu ridotto di 215 chilogrammi per offrire delle performance da urlo.
Le caratteristiche della leggendaria BMW 3.0 CSL
Tra il 1972 e il 1973 prese vita la E9/R1, un prototipo di sviluppo con un super kit widebody. La vettura venne messa alla prova da due manici, Hans-Joachim Stuck e Harald Menzel. I loro test permisero di omologare sia l’impianto aerodinamico, composto da spoiler, alette e profili allora avveniristici, sia il nuovo sei cilindri in linea da 3,5 litri.
La coupé era sufficientemente agile, sia per la strada, che per diventare una regina assoluta in pista. Con la creazione della divisione Motorsport GmbH, in seguito battezzata BMW M GmbH, l’eredità sportiva venne affidata alla E9, che fu poi ulteriormente sviluppata nella CSL dalla stessa Motorsport GmbH. Già la versione stradale della CSL era rarissima, realizzata in appena 167 unità.
La divisione Motorsport produsse una versione da corsa della coupé. Così nacque l’esemplare con numero telaio E9/R1, costruito nell’inverno 1972/73. Come veicolo di test e sviluppo, la E9/R1, inizialmente utilizzata senza il kit widebody, svolse un ruolo centrale in quella che venne definita la “Batmobile”. Lo spoiler posteriore dava quel senso aerodinamico di ali. Un mostro che vincerebbe anche un concorso di bellezza a distanza di decenni.