Il Governo Meloni ha scelto di tagliare le accise per 20 giorni. La Guerra in Medio Oriente non si è ancora arrestata e una nuova estensione è al vaglio del MEF.
“Il sonno della ragione genera mostri”, i mostri sono le guerre che si combattono ogni giorno in ogni parte della terra. Non c’è telegiornale o meglio apertura dello stesso che non si interessi, come prima notizia, dell’andamento delle tensioni geopolitiche internazionali.
Gli italiani sono spettatori dei disastri anche finanziari che la guerra comporta e a fine mese sono costretti a fare due conti con i rincari alla pompa di benzina e non solo. Il Governo è costantemente a lavoro per limitare i danni ed evitare una paralisi. Il primo decreto è in scadenza il 7 Aprile, decreto che dovrebbe estendere lo sconto per l’intero mese d’Aprile. L’intervento governativo è sufficiente per calmierare il rincaro del greggio sui mercati?
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) sta definendo gli ultimi dettagli del “decreto bis”, lo scopo è rinnovare il taglio di 24,4 centesimi al litro sulle accise dei carburanti, spostando la scadenza a fine aprile. A determinare questo intervento è il conflitto bellico tra Usa e Israele contro l’Iran.
Taglio delle accise
Prima di tutto scopriamo nel dettaglio i prezzi alla pompa secondo il monitoraggio del Ministero dell’Ambiente:
- Benzina: si attesta a una media di 1,733 euro al litro.
- Gasolio: ha raggiunto quota 2,032 euro al litro.
Questi sono i dati settimanali, senza i furbetti alla pompa. La comparativa con i dati prima dello scoppio del conflitto, si traducono nell’aumento netto di 6 centesimi per la benzina e di ben 31 centesimi per il gasolio. L’intervento governativo, seppur apprezzabile nello sforzo, in pratica nella vita reale viene vanificato dai rincari internazionali. La benzina costa in media solo 13 centesimi in meno, mentre per il gasolio il risparmio effettivo è di soli 6 centesimi.
Questa è la realtà nella migliore delle ipotesi; lo scenario se non dovesse esserci una proroga del decreto è nefasto: il prezzo del gasolio schizzerebbe sopra i 2,3 euro al litro. Il Governo è a lavoro per trovare circa 500 e i 600 milioni di euro, sfida che va ad incastrarsi con altre priorità economiche. Con una prolungamento sino a fine mese gli italiani almeno prenderebbero una boccata d’ossigeno.