Lo scoppio del conflitto bellico tra Usa, Israele ed Iran hanno ulteriormente indebolito la posizione di marchi automobilistici storici.
Il clima d’incertezza dei mercati che si respira guardando il telegiornale ha un riflesso psicologico anche sui consumatori. Il mondo si divide e il mercato dell’automotive soffre le pene di una globalizzazione a due velocità tra Oriente ed Occidente, dove il Vecchio Continente resta a guardare una trasformazione storica. La Cina in questo scenario apocalittico, ma molto realistico, la fa da padrona spingendo sull’accelleratore dell’innovazione elettrica che piace tanto a chi sposa uno spirito green.
Dall’altra parte del mondo gli USA con le nuove politiche di Donald Trump affanna e rincorre e ripercorre, in certi casi, un modello obsoleto secondo molti economisti, e sono i dati ed i fatti a parlare. Nel 2025 Ford, General Motors e Stellantis hanno registrato perdite per miliardi, Ford nel 2025 ha registrato appena un +1% nelle immatricolazioni.
Solo Tesla regge il confronto
BYD accetta la sfida e rilancia con prodotto più economici, più avanzati sul piano tecnologico e dal sicuro fascino nelle linee. Il mercato cambia pelle alla velocità della luce e case storiche occidentali come Mercedes-Benz hanno registrato profitti in forte riduzione. Il Giappone si difende con delle offerte interessanti che arrivano da Toyota che da sempre ha guardato avanti ed investito sull’ibrido.
Cosa resta del vecchio mondo, dei motori a benzina V8 e dei pick-up che hanno fatto grande l’America? Il mercato reale, nonostante la spinta della politica trumpiana, resta interno, in un mondo sempre più automatizzato nella mobilità urbana; si pensi a Waymo, società del gruppo Alphabet, gestisce già servizi di taxi autonomi in dieci città americane con un successo inaspettato.
La passione cala anche perchè i venti di guerra fanno schizzare il petrolio alle stelle e ciò può solo frenare gli animi di chi ha sempre sentito e vissuto l’acquisto di un veicolo anche per passione e non solo come un mezzo di trasporto. Il futuro dell’auto vedrà nuovi protagonisti sulla scena internazionale, nuove Case costruttrici non lasceranno spazio alle storiche che tra cessioni e fallimenti resteranno impressi nella memoria e nella stampa di un libro impolverato su un tavolino di qualche appassionato nostalgico pronto a raccontare i fasti di un marchio che fu.