La sportività senza compromessi della Caterham è un segnale importante in un car market sempre più omologato. Una versione speciale celebra la HWM-Alta del 1951.
Nel Regno Unito Caterham è una istituzione. Nata nel 1957 grazie a una grande idea di Graham Nearn, come concessionaria ufficiale Lotus, è diventata una produzione artigianale di altissimo livello per i puristi. La Caterham acquistò tutti i diritti sul modello. Così prese vita la Caterham Seven con novità tecniche di assoluto profilo. Nel 1986 venne lanciato il trofeo monomarca Caterham Championship. L’anno successivo i tecnici si spostarono nella nuova factory di Dartford, nei pressi di Londra, per dare vita a un ampliamento della gamma. Arrivò sul mercato 21, che conservava la meccanica e il telaio della Seven, ma era dotata di una carrozzeria più tradizionale.
Nel 2005 la famiglia Nearn, proprietaria dell’azienda fin dalla fondazione, cedette ad un fondo di investimento capeggiato dall’ex direttore Lotus, Ansar Ali, il marchio. Negli ultimi 20 anni Caterham ha conservato il DNA con attenzione, senza farsi tentare dall’elettrico. Per celebrare il passato è stata creata la Seven HWM Edition, una versione esclusiva che mette insieme l’heritage britannico, la costruzione artigianale e tutto il piacere di guida della vettura britannica.
La serie speciale della Caterham
Se vi state chiedendo i motivi per cui acquistare una biposto britannico dal lungo cofano e dallo stile retrò vi basterà guardare le immagini in basso. L’auto, nota per il suo look minimal, è estremamente leggera e divertente. La nuova Seven HWM Edition, realizzata insieme a HWM, storica concessionaria connessa alle sfide nel Motorsport, riprese il sentiment degli anni ’50. Il team registrò diversi risultati nelle gare internazionali, diventando un emblema britannico nell’automobilismo.
La produzione sarà limitata a soli 19 esemplari destinati al mercato britannico, con un prezzo di partenza di circa 67.000 euro. HWM, acronimo di Hersham and Walton Motors, farà battere il cuore agli appassionati del Motorsport. Il modello del 1951, guidato anche dal leggendario Stirling Moss, marcò sette vittorie. La vettura da corsa, come le feritoie laterali, presenta griglia del muso ridisegnata e diversi componenti verniciati in grigio “Retro Grey”.
Non mancano poi elementi distintivi come il tappo del carburante cromato centrale e il badge dedicato sul frontale. La base è quella della Seven 420, con un motore quattro cilindri aspirato Duratec da 2,0 litri in grado di erogare 210 CV a 7.600 giri. Grazie alla massa contenuta, il rapporto peso-potenza raggiunge circa 375 CV per tonnellata. Lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in circa 3,8 secondi, mentre la velocità massima arriva a circa 219 km/h. Non è un’auto da top speed, ma da godimento sfrenato nei tratti misti. La colorazione in stile Aston Martin è da intenditori. Non manca una plancia in alluminio lavorato a mano, strumenti cromati Smiths e volante in legno a sgancio rapido. Ogni unità è infine identificata da una targhetta numerata “1 of 19”.
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