Gli effetti della guerra in Iran si fanno subito sentire sul costo dei carburanti. Primo rincaro per Benzina e Diesel. Ecco il prezzo emerso in seguito alle ultime rilevazioni
C’era da aspettarselo. La guerra in atto in Medio Oriente con i bombardamenti di Usa e Israele sull’Iran e la risposta di quest’ultimo con gli attacchi a Israele e agli stati confinanti ha già causato un primo rincaro dei prezzi dei carburanti in Italia.
Il motivo è dovuto a un’impennata delle quotazioni petrolifere scaturita principalmente dal blocco dello Stretto di Hormuz, un nome quest’ultimo che dovremo abituarci a sentire spesso nei prossimi giorni se ci dovesse essere un’ulteriore escalation. Da Hormuz, un lembo di mare situato tra l’Iran e la penisola arabica, transitano (o meglio transitavano) 20 milioni di barili di petrolio al giorno nonché il 20% del commercio globale di gas naturale liquefatto (GNL) proveniente dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti.
Subito dopo l’inizio del conflitto, l’Iran ha bloccato il transito a Hormuz. Da sabato scorso, navi petroliere e metaniere sono bloccate ed esposte al rischio di attacchi. L’effetto di questo blocco è stato immediato con un rialzo del costo del petrolio al barile che, inevitabilmente, ha avuto ripercussioni sul prezzo dei carburanti al distributore.
Nuovi prezzi carburanti, il Diesel continua a salire
I primi segnali preoccupanti sono arrivati con le rilevazioni di martedì 3 marzo dalle quali è emerso un immediato rincaro per la Benzina e soprattutto per il Diesel che aveva già avuto un aumento di rilievo nei giorni precedenti l’inizio del conflitto. Un litro di gasolio in modalità self service costa ora in media 1,728€ mente al servito si spendono 1,865€. La scorsa settimana, i prezzi erano rispettivamente di 1,714 e 1,852. Con i valori attuali, il Diesel ha raggiunto il costo massimo da febbraio 2025.
Stessa situazione per la Benzina che fa registrare una media di 1,673€ per un litro al self service e di 1,813€ al servito. Un aumento più contenuto rispetto a quello del Diesel, in quanto la settimana scorsa, per la Benzina, si pagavano rispettivamente 1,665€ e 1,805€ nelle due modalità di rifornimento. Le brutte notizie, purtroppo, non sono finite. Gli analisti infatti hanno avvertito che i prezzi che vi abbiamo riportato non rispecchiano ancora pienamente l’impennata delle quotazioni petrolifere.
Gli effetti più significativi sui prezzi alla pompa si faranno sentire pertanto nei prossimi giorni con ulteriori e preoccupanti rincari che, inevitabilmente, andranno a incidere non solo sul trasporto privato ma anche su quello delle merci e della logistica con ripercussioni ulteriori sul costo di beni e servizi. Elevato anche il timore per i rincari delle bollette di luce e gas che si abbatteranno sui consumi domestici e industriali.
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