Stellantis deve fare i conti con un futuro in crisi e la situazione si fa sempre più complessa.
Non sono di certi anni semplici per il mondo delle quattro ruote, con moltissime aziende che stanno vivendo una crisi che sembra essere senza precedenti. Anche il giovane Gruppo Stellantis, che vanta però al proprio interno alcune delle più grandi realtà mondiali, deve fare i conti con una serie di difficoltà e con tanti cambiamenti.
John Elkann sta provando a mettere una pezza alla situazione e si parte infatti dalla necessità di cambiare la dirigenza, con il ruolo di CEO che è passato da Carlos Tavares ad Antonio Filosa. L’intento dunque è quello di far ripartire il Gruppo dopo un 2024 da dimenticare, ma gli strascichi di questa annata nera si fanno ancora sentire.
Lo sanno benissimo in casa Stellantis di come sarà necessario cercare di cambiare rotta per il prossimo futuro, tanto è vero che c’è chi mette in conto anche delle possibili chiusure. Ogni volta che uno stabilimento indice la cassa integrazione o si parla di chiusura è un fallimento per tutti e ora tocca a Stellantis fare i conti con questo rischio.
Imparato tuona: “Siamo a pochi mesi da un dramma industriale”
Dopo il ruolo di CEO di Alfa Romeo, anche per Jean-Philippe Imparato è cambiato il ruolo per il francese, con questi che è diventato il responsabile della sezione europea di Stellantis. Questi non ha usato grossi giri di parole per far capire come la situazione sia davvero disperata e non tutti si stanno rendendo conto di ciò che sta capitando.
“Siamo a pochi mesi da quello che è a tutti gli effetti un dramma industriale. Dobbiamo ancora costruire il 20% di auto elettriche in UE separando vetture e vetture commerciali. Oggi con il 10% delle vendite del settore commerciale faccio 1/3 della quota europea richiesta. Si deve fare qualcosa senza ammazzare l’industria. Siamo passati da 49 auto sotto i 15 mila euro nel 2019 a una sola”. Così ha tuonato Imparato e ha messo in chiaro i limiti dell’UE.
Una gestione davvero folle da parte di Bruxelles e che ha messo in ginocchio uno settori industriali più importanti. Ora è tempo di dire addio alle ideologie e cercare di lavorare in modo concreto per poter fare in modo che si evitino possibili chiusure future.