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Moto GP al via: sarà ancora dominio Marquez?

Sta per ripartire la MotoGP, che prenderà il via il 19 luglio da Jerez de la Frontera con il Gran Premio di Spagna. Quest’anno ci sarà una novità non proprio positiva. A causa dell’emergenza Coronavirus le gare saranno solo ed esclusivamente a porte chiuse, con personale ammesso al paddock in numero limitato per prevenire la possibile diffusione del virus.

Marc Marquez

A Jerez de la Frontera è previsto un doppio appuntamento, così come in Austria il 16 e 23 agosto, a Misano il 13 e 20 settembre, ad Aragon il 18 e 25 ottobre e a Valencia l’8 e il 15 novembre (qui il calendario completo 2020) Proprio il circuito valenciano, come da tradizione, dovrebbe essere teatro del grande finale, in programma, ma non è ancora sicuro che il GP spagnolo possa essere davvero l’ultimo di questo travagliato 2020, infatti se la situazione dovesse migliorare sensibilmente e non ci fosse la tanto temuta seconda ondata di contagi, si potrebbero anche cominciare a disputare i GP a porte aperte, in presenza del pubblico, e quindi tornerebbero in gioco altri circuiti che hanno annunciato di non essere disposti a disputare gare a porte chiuse.

I protagonisti

La domanda che tutti si pongono è la seguente: sarà ancora dominio targato Marc Marquez? Secondo gli esperti di scommesse online del sito di starcasino, sì. Il campione spagnolo è reduce da un 2019 semplicemente perfetto (record di punti e 18 podi su 19 gare disputate) ed è il naturale favorito anche quest’anno, ma il nativo di Cervera dovrà fare attenzione ad un possibile nuovo rivale.

Ci riferiamo a Fabio Quartararo, sbarcato nella passata stagione in MotoGP con la Yamaha Petronas, che proverà ad effettuare un ulteriore salto di qualità per insidiare il dominio dell’otto volte campione del mondo. Molto probabilmente è proprio Quartararo l’unico vero antagonista credibile di Marquez già a partire dalla stagione 2020, dato che il fuoriclasse iberico ha già dimostrato di poter battere agevolmente nell’arco di un intero campionato i vari Dovizioso, Viñales, Petrucci e Rins. Il nizzardo classe 1999 ha impressionato tutti nella sua stagione da rookie collezionando 6 pole position e 7 piazzamenti sul podio (5 secondi e 2 terzi posti), rivelandosi globalmente il pilota più forte del lotto sul giro secco.

Occhio ovviamente a Valentino Rossi. Il dottore proprio a Jerez potrebbe dare l’annuncio del nuovo contratto con Yamaha Petronas SRT. Per lui, dopo un indiretto tira e molla a distanza con Razlan Razali, che sembrava quasi portare la corda a spezzarsi, sta per arrivare l’ufficialità. Lin Jarvis aveva preventivato l’annuncio per Jerez, anche se potrebbe slittare di qualche settimana. Infatti il Dottore ha sempre espresso il desiderio di volersi “misurare” prima di mettere la firma. In tal caso il 41enne di Tavullia potrebbe però sorprendere tutti e annunciare un contratto biennale.

Tutto dipenderà dalla moto e quest’anno Yamaha schiera la squadra più competitiva degli ultimi tre o quattro decenni. L’obiettivo è riconquistare quel titolo MotoGP che manca dal 2015 ad opera di Jorge Lorenzo. Anche se è difficile fare un confronto con i piloti di altri tempi. Si pensi a Giacomo Agostini, Kenny Roberts, Johnny Cecotto. Il Dottore” fatica a trovare la quadra, specie sui long run: il degrado dello pneumatico posteriore è un enigma per il suo team, contrariamente ai suoi compagni di marca. Forse, questo stop forzato potrebbe dare modo ai tecnici di trovare quella soluzione che ancora non c’è, anche se solo girando e sperimentando si può capire quanto possa essere efficace. In questo contesto, sono un po’ a inseguire anche la Honda e la Ducati. La squadra campione del mondo è apparsa decisamente in difficoltà. La RC213V 2020 non ha dato le risposte attese: moto difficilissima da guidare e con un motore scorbutico.

Altro protagonista molto atteso è Andrea Dovizioso. Il Dovi, reduce da un infortunio in motocross e dalla successiva operazione alla spalla, arriverà a Jerez non al massimo della forma. Inoltre la situazione di stallo per il rinnovo con Ducati non aiuterà di certo l’ambiente. Nonostante ciò Andrea Dovizioso partirà con un solo obiettivo, vincere il Mondiale. Lo stesso ragionamento può valere per la Rossa. Le GP20, specie in Malesia, ha fatto fatica a digerire le nuove Michelin e l’atavica problematica della percorrenza in curva ha complicato il tutto. A Losail, nel corso degli ultimi test, qualcosa di meglio si è notato, con una Desmosedici dotata del sistema Holeshot e di nuove soluzioni aerodinamiche per renderla più guidabile nei tratti lenti.

Giusto considerare anche la Suzuki. La coppia spagnola formata da Alex Rins e da Joan Mir può contare infatti su una GSX-RR 2020 che, come detto nel caso della Yamaha, sfrutta al meglio le gomme francesi, esaltando la guidabilità della moto di Hamamatsu.

Marco Lasala

ReporTMotori TV

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