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FCA ritira la proposta di fusione con il Gruppo Renault

fca renault

I vertici di FCA hanno ritirato la loro offerta di fusione con Renault.

Dopo aver appreso la notizia che il CdA del Gruppo Renault aveva deciso di rinviare la decisione di fusione ad una data futura, FCA ritira la sua offerta.

FCA aveva proposto al gruppo francese una fusione alla pari, partendo però da due situazioni decisamente diverse in termini di ricavi (FCA 111 miliardi di euro, Renault 57,5 miliardi) e di capitalizzazione di borsa (FCA 18,5 miliardi di euro, Renault 15 miliardi).

Renault detiene una partecipazione del 43,4% in Nissan, colosso giapponese da 90 miliardi (di euro) di fatturato, per cui sommando al fatturato di Renault il 43,4% del fatturato di Nissan, la differenza in termini di ricavi con il gruppo FCA si ridurrebbe da 53 miliardi di euro a circa 15 miliardi.

Visti i capitali differenti, FCA aveva chiesto di staccare un dividendo straordinario a favore dei propri azionisti, pari a circa 3 miliardi di euro, prima dell’eventuale operazione di fusione per equilibrare il futuro rapporto paritetico di concambio tra le due società.

La reazione dei mercati in seguito all’annuncio della proposta di fusione dello scorso 27 maggio è stata favorevole a Renault, nel senso che la performance borsistica del gruppo francese da quel giorno è stata superiore di circa 10 punti percentuali rispetto a quella di FCA.

Destano quindi meraviglia le reazioni a caldo di parte della stampa circa il possibile crollo del titolo FCA in seguito al ritiro della proposta di fusione da parte dei vertici del Lingotto, così come deve sorprendere (e irritare non poco) l’atteggiamento protettivo del governo francese (lo Stato è il primo azionista di Renault con il 15,01%) a difesa degli interessi industriali del proprio Paese, nonché l’ostilità del partner giapponese (secondo azionista con il 15%) verso un’operazione che avrebbe dato luogo alla nascita del primo gruppo automobilistico al mondo con oltre 15 milioni di auto vendute su base annua, con indiscutibili vantaggi sul fronte industriale e finanziario per le tre società coinvolte nella fusione.

Complimenti quindi ai vertici di FCA che, forti di una posizione privilegiata in termini di solidità patrimoniale e reddituale oltre che di multipli di borsa tra i migliori in assoluto tra i top player, hanno ritirato la proposta di fusione e adesso si apprestano serenamente a esplorare nuove potenziali alleanze per coronare il sogno di Sergio Marchionne, che 14 anni fa dichiarò che nel mercato dei produttori automobilistici ci sarebbe stato spazio solo per pochi giganti in grado di sfruttare le economie di scala per effettuare grossi investimenti nella ricerca e nelle nuove tecnologie.

Non è quindi un caso che in Borsa, contrariamente a quanto previsto da molti, sia crollato il titolo Renault e non il titolo FCA nel primo giorno post ritiro della proposta di fusione.

 

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