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Questi motori mettono nei guai la Cina: così può perdere il trono dell’elettrico

Questi motori mettono nei guai la Cina: così può perdere il trono dell'elettrico - reportmotori
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Questi motori possono mettere nei guai la Cina: così può arrivare a perdere il trono dell’elettrico. Tocca uno dei punti chiave della sua leadership.

L’industria dei motori cinese ha avuto una enorme crescita nell’ultimo decennio, dovuta soprattutto ai grandi investimenti fatti sul fronte delle nuove tencologie. In particolare, il Paese del Dragone è stato lungimirante nell’investire sull’elettrico, approfittando del ritardo di molti marchi europei e statunitensi su questo fronte, e di un vantaggio competitivo non indifferente: grazie alla leadership nell’esportazione dei materiali necessari alla realizzazione di questi tipo di veicoli, le terre rare, si sono posti come riferimento per il settore, oltre a potere beneficiare di costi di produzione nettamente inferiori per quanto riguarda la propria produzione interna.

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Questi motori mettono nei guai la Cina: così può perdere il trono dell’elettrico – reportmotori

Adesso, però, le cose potrebbero cambiare. L’industria dei motori è infatti in costante evoluzione, anche per quanto riguarda lo sviluppo di nuove soluzioni legate all’elettrico. Una di queste, potrebbe portare all’utilizzo di materiali diversi da quelli utilizzati sino ad ora, potenzialmente in prospettiva limitando così almeno in parte la dipendenza dalla Cina e il peso del paese del Dragone su questo fronte. Questa idea potrebbe portare a importanti modifiche nelle dinamiche generali dell’industria dei motori.

Addio terre rare, nuovo motore

Il governo del regno unito ha finanziato YASA per sviluppare motori elettrici privi di terre rare pesanti, se non addirittura privi del tutto di terre rare. Il progetto “Project Resilience” punta, come detto, a regalare una maggiore indipendenza all’industria automotive, e a far si che sia meno legata dalle catene di approvvigionamento di terre rare che notoriamente sono per lo più collocate all’ombra della Grande Muraglia. Una esigenza, prima di tutto, che deriva dai delicati equilibri geopolitici globali che, soprattutto di questi tempi, possono portare a variazioni di prezzo e difficoltà di ottenimento.

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Addio terre rare, nuovo motore – reportmotori

Senza considerare il tema legato all’ambiente, e all’impatto che il processo ha sul nostro ecosistema. L’obiettivo è dunque da un lato sviluppare motori a magneti permanenti senza terre rare pesanti, dall’altro lato si punta ad una tecnologia a flusso assiale del tutto priva di terre rare, magari rivolto a determinati tipi di vetture. In modo da gaantire, un domani, una maggiore possibilità di scelta alle aziende, una maggiore indipendenza e autonomia, e allo stesso tempo un futuro ancora più sostenibile al nostro pianeta. Si tratta, ovviamente, di un progetto avviato, non si conoscono dunque ancora le tempistiche in cui poter, eventualmente, rappresentare una alternativa su larga scala.

Scritto da Beatrice

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