L’Italia punta sul nuovo carburante totalmente sostenibile. Cambierà il settore dei trasporti, dopo l’approvazione è cambiato tutto.
La sostenibilità ambientale è ormai, come noto, un requisito imprenscindibile: la tutela del nostro ecosistema è diventata una questione verso la quale non si può più voltare le spalle. E anche l’agenda politica sembra averla posta tra le priorità. Molti governi stanno investendo in fonti di energia sostenibili ed ecologiche.
Tra le soluzioni più gettonate e interessanti in prospettiva c’è sicuramente l’idrogeno, ormai molto utilizzato anche nel settore automotie (basta pensare ai tanti grandi marchi che stanno investendo su questo fronte). Anche il nostro paese sembra puntare molto in questa direzione, e voler creare nello Stivale le giuste infrastrutture e i giusti strumenti per far si che l’idrogeno possa essere prodotto e utilizzato con efficacia e in sicurezza, e possa aiutare a abbassare i livelli di inquinamenti presenti.
Su questo fronte, è arrivata una importante approvazione al grande piano dello stato italiano, che può far defintiivamente decollare il progetto e aiutare il paese a crescere per quanto riguarda questa tecnologia.
Cosa succede dopo l’approvazione
Lo scorso Marzo, la commissione europea ha approvato, come si legge, “un regime italiano dell’importo di 6 miliardi di euro per sostenere la produzione di idrogeno rinnovabile per i settori dei trasporti e dell’industria”, settori che impattano particolarmente sull’inquinamento. L’obbiettivo è quello di sviluppare questo tipo di tecnologia nel nostro territorio, aiutando così a raggiungere i requisiti di sostenibilità imposti anche dalle istituzioni europee.
L’aiuto, che avrà la forma di “contratti bidirezionali per differenza” (sistema utilizzato per stabilizzare gli investimenti, che prevede che se il prezzo di mercato scende sotto la soglia stabilita, lo Stato compensi il produttore; viceversa in caso di eccedenza sarà il produttore a restituire) avrà durata sino al 31 dicembre 2029. L’obiettivo è incentivare l’utilizzo dell’idrogeno e limitare la diffusione di emissioni dannose nel nostro territorio. L’idrogeno si conferma una delle alternative all’elettrico su cui si punta maggiormente.
Adesso, lo stato italiano dovrà passare all’azione e concentrarsi sulla gase operativa, come la definizione dei decreti e dei regolamenti, e delle procedure di gara. Una volta stabilite tutti i vari paletti e fatte le varie pianificazioni e normative, il progetto potrà definitivamente prendere il via e far si che, nel corso degli anni, l’idrogeno possa diventare sempre più una fonte energetica centrale per il nostro paese.