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La patologia che ti salva dall’alcol test: la Cassazione ha deciso

La patologia che ti salva dall'alcol test: la Cassazione ha deciso - reportmotori
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E’ risultato positivo al test dell’alcol ma la sentenza della Cassazione ha messo tutto in discussione: tutto per via di una patologia.

La guida sotto effetto di alcol continua, purtroppo, ad essere uno dei principali pericoli in strada e dei maggiori rischi per chi è al volante. Per questo le normative su questo fronte sono, giustamente, molto rigide in modo da salvaguardare la sicurezza di tutti gli utenti della strada. La tolleranza, sotto questo aspetto, è zero, anche nel Codice della Strada che con la sua ultima riforma è diventato ancora più rigido su questo punto.

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La patologia che ti salva dall’alcol test: la Cassazione ha deciso – reportmotori

Nelle ultime ore però sta facendo discutere una curiosa situazione verificatasi nel nostro paese: un guidatore era infatti stato fermato dalla polizia e, come da prassi, era stato sottoposto all’alcol test per verificare il suo tasso. Una volta verificata la sua positività, era stato sanzionato secondo le regole del Codice della Strada. Una sentenza, però, ha rimesso tutto in discussione. Il motivo sarebbe stata una patologia, parecchio diffusa e comune, che avrebbe influito nell’esito del test e avrebbe dunque portato a mettere in discussione l’iniziale sanzione.

La sentenza della Cassazione ribalta tutto

In provincia di Pescara un uomo nel 2024 era stato fermato risultando positivo all’alcol test. Il macchinario aveva rilevato un tasso alcolemico di 0.92 grammi per litro, condannando l’automobilista a due mesi di arresto e mille euro di multa. Una sentenza della Corte di Cassazione ha però totalmente ribaltato la situazione, annullando la sua condanna e richiedendo un nuovo processo. La decisione rischia di cambiare le carte in tavola anche per occasioni future simili.

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La sentenza della Cassazione ribalta tutto – reportmotori

Ma che cosa ha spinto la decisione della Corte di Cassazione? Secondo la sentenza, l’uomo soffriva di una provata gastrite cronica che avrebbe potuto falsare l’esito dell’etilometro. Secondo la difesa il reflusso gastrico originerebbe acido cloridrico, che avrebbe finito con l’interferire con il test facendo rilevare una quantità di alcol maggiore a quella che era effettivamente presente. Essendo il valore registrato in questa circostanza molto vicino alla soglia predisposta dalla legge, che è di 0.8, per far si che scattino sanzioni superiori, la sentenza ha deciso di avvalorare questa tesi e quindi, fondamentalmente, “tutto da rifare”. Come avviene spesso nell’ambito della legge, le diverse interpretazioni creano non poche occasioni di discussione. Non resta che aspettare e vedere quali effetti avrà questa decisione.

Scritto da Beatrice

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