In molte stazioni di servizio vi sarete imbattuti in una sigla ulteriore che identifica un altro carburante oltre alla Benzina e al Diesel tradizionale. Ecco cos’è
Da un mese e mezzo, il prezzo dei carburanti è uno dei temi di maggiore attualità in Italia a causa dei rincari che hanno interessato il settore in seguito alla guerra in Iran e al blocco dello stretto di Hormuz che ha limitato le forniture di materie prime petrolifere in tutta Europa.
Rincari che hanno interessato soprattutto il Diesel, già gravato dallo scorso 1 gennaio dall’aumento delle accise varato dal Governo che ha portato il prezzo del gasolio a superare quello della Benzina. Un cambiamento epocale, visto che il Diesel, anche in altri periodi di rincari, ha sempre mantenuto quotazioni inferiori o in linea a quelle della Benzina. Aumento di prezzo che ha rappresentato un’altra batosta per un segmento di mercato, quello delle auto con motore Diesel appunto, già interessato da un calo evidente delle immatricolazioni.
Può senz’altro giovare a questo settore, la commercializzazione di un nuovo carburante che già trovate in vendita in circa 1.500 stazioni di servizio in Italia. Ad identificarlo sono i colori azzurro o verde scuro e la sigla HVO, acronimo di Hydrotreated Vegetable Oil. Si tratta di un biocarburante per motori Diesel che presenta alcuni vantaggi rispetto al gasolio fossile.
Carburante HVO, cos’è e per quali auto è compatibile
L’HVO è un biocarburante di seconda generazione utilizzabile nei motori Diesel senza modifiche meccaniche. E’ ottenuto tramite il trattamento di scarti di grassi animali e oli vegetali con l’idrogeno. Tramite un processo di lavorazione ad alta pressione e ad alte temperature (oltre i 300 °C) effettuato in più stadi, si ottiene un combustibile privo di zolfo e idrocarburi aromatici che sembra molto simile al Diesel tradizionale ma che in realtà differisce in vari aspetti.
L’HVO garantisce una combustione più fluida (con accensioni del motore a freddo migliori), non attira l’umidità e soprattutto inquina meno con un’emissione inferiore di particolato e CO2. Ci sono vantaggi anche sul costo. E’ possibile infatti trovarlo a un costo leggermente inferiori al Diesel tradizionale con un risparmio tra i 5 e i 10 centesimi al litro. Una circostanza, tuttavia, che non si sta verificando in questo frangente caratterizzato da continue oscillazioni dei prezzi al distributore.
Veniamo ora all’aspetto più importante. Su quali auto è possibile rifornirsi con l’HVO ? Come riporta AlVolante, tutte le auto Diesel di recente produzione (Euro 6d) sono compatibili. Per ulteriore conferma, basta controllare lo sportellino del serbatoio. Se è presente la sigla XTL, il rifornimento può essere effettuato senza problemi.
Il biocarburante Diesel HVO è compatibile anche con numerosi modelli del gruppo Stellantis (Fiat, Citroen, Opel, Jeep, Peugeot) compresi quelli con propulsore 1.3 Multijet e 1.6 BlueHDI commercializzati dal 2014 in poi con omologazione Euro 5 e Euro 6. In caso di dubbi, soprattutto se possedete un’auto Diesel immatricolata nello scorso decennio, potete chiedere informazioni all’assistenza. Infine hanno omologato la quasi totalità dei loro motori Diesel di ultima generazione all’HVO anche BMW, Mercedes e alcuni dei marchi del gruppo Volkswagen (Audi, Skoda, Seat).
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