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L’icona italiana costretta a lasciare il Paese: colpa delle nuove leggi

L'icona italiana costretta a lasciare il Paese: colpa delle nuove leggi (reportmotori.it)
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Il colosso italiano rischia di dover dire addio al Belpaese a causa di Leggi che lasciano davvero perplessi.

Sono diverse le aziende che dall’Italia hanno dimostrato di poter diventare dei punti di riferimento a livello internazionale, il che dunque ha portato a renderle apprezzate ovunque. Il Belpaese infatti ha cercato sempre di dare grande importanza all’ambito dei motori, sia per quanto riguarda la potenza, ma anche per poterli rendere accessibili ai più.

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L’icona italiana costretta a lasciare il Paese: colpa delle nuove leggi (reportmotori.it)

Lo si è visto perfettamente con il caso della Fiat, con il colosso torinese che ha puntato sempre sull’unione da un lato della riduzione del prezzo, ma allo stesso tempo di garantire ai clienti vetture di buon livello. Questa necessità era evidente soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma non era l’unica ad averlo pensato.

Con il termine del conflitto bellico diventava di necessaria importanza cercare di offrire agli italiani un mezzo a basso costo come la Vespa. La Piaggio ha ottenuto così grande successo e nel corso degli anni ha dimostrato di saper crescere via via sempre di più, compreso con la Ape, con questa che però ora si troverà costretta a dover “emigrare”.

L’addio alla Ape Piaggio: tutta colpa delle nuove Leggi

A dare alla luce la Ape era stato ancora Corradino D’Ascanio, creatore anche della Vespa, oltre che di Enrico Piaggio. D’Ascanio infatti sosteneva come la nascita di questo mezzo fosse necessario per poter colmare un buco che era presente nei mezzi di locomozione in Italia, in modo tale da offrire un motofurgone a bassi consumi.

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L’addio alla Ape Piaggio: tutta colpa delle nuove Leggi (reportmotori.it)

La Ape divenne effettivamente la soluzione ideale per moltissime famiglie italiane, con il suo impatto nella società che fu straordinario. La prima variante della Ape nacque nel lontano 1946 e si trattava di un modello da 125 e da 150 di cilindrata e da allora ha continuato a evolversi.

Ottant’anni di un mito assoluto, ma che purtroppo è tempo di vedere solo come un ricordo. Le nuove Leggi sull’inquinamento hanno reso impossibile anche le modifiche adatte per la Piaggio, la quale ha ritenuto troppo costoso in intervento di tale portata, ecco allora come mai ha deciso di desistere. Un addio triste, per una delle più grandi e straordinarie invenzioni che si siano mai viste in Italia. La Piaggio forse avrà in mente altri progetti, ma nulla sarà iconico come lo è stata la Ape.

Scritto da Francesco Domenighini

Sono Francesco Domenighini, sono nato a Brescia il 29/03/1995, e ho iniziato a scrivere con la pagina di calcio internazionale Footbola.it. Dal 2021 scrivo libri a tematica sportiva, in particolare di motori come "Le leggende della Formula 1" e "Ferrari: Storia di una passione rampante". A luglio uscirà il mio decimo libro "Mercedes: leggenda di una stella". Lavoro per Web 365 da gennaio 2022 e dal 2024 conduco la trasmissione "Zona 300", dedicata al mondo del motorsport, su Well Tv, canale 810 di Sky.

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