Sul leggendario circuito del Nordschleife, anello nord del complesso del Nürburgring, la Ford GT Mk IV ha siglato un importante record.
Nati per la pista. Storia di uomini e mezzi che mettono in discussione se stessi per battere un record. Può sembrare strano a chi è fuori dal mondo delle corse, ma la mente di un pilota funziona in un modo differente.
“L’auto è un’arma assoluta, una vera estensione della tua volontà. Ogni input riceve una risposta immediata e precisa”, citazione del pilota Frédéric Vervisch. Di auto ne ha guidate tante ai limiti, ma una in particolare lo ha emozionato di recente: la GT Mk IV, con la quale ha fermato il cronometro al Nürburgring Nordschleife in 6 minuti e 15,977 secondi. Il terzo miglior tempo mai registrato sul tracciato tedesco, dietro alla Porsche 919 Hybrid Evo (5:19.546 minuti) e alla Volkswagen ID.R (6:05.336 minuti).
L’ex pilota Audi ha fatto un lavoro eccellente segnando un primato unico per gli Stati Uniti: ha battuto il precedente primato americano di 6:49.275 minuti, stabilito dalla Chevrolet Corvette ZR1X la scorsa estate. Un’impresa che è stata possibile grazie alla sua vasta esperienza di pilota, di fatto ha un curriculum di tutto rispetto, Vervisch ha conquistato per ben due volte la 24 Ore del Nürburgring (2019, 2022), mentre con il marchio statunitense ha vinto nella classe GTD Pro la 24 Ore di Daytona 2025.
Un primato difficile da battere
Vervisch non è mai sbarcato in F1, ma ha strappato successi in F3 per poi dedicarsi alla GT. Il prototipo Ford, non omologata per l’uso in strada, è un bolide con un cambio a doppia frizione a sei marce derivato dalle corse e un motore V6 EcoBoost biturbo da 3,8 litri in grado di erogare una potenza massima di oltre 800 CV.
Gli amanti del genere la possono acquistare per la cifra di un milione e mezzo. Il record strappato con l’auto americana ha aperto il cassetto dei ricordi del passato di sfide sul circuito più complesso per condizioni atmosferiche; del resto, in pista come nella vita, i successi arrivano lavorando sui centesimi di secondo, in ogni condizione di guida. Una storia che meritava un finale da applausi, giunto puntuale tra le curve più iconiche di Germania.