Mettendo da parte Bagnaia e Martin, ancora con i postumi di un 2025 da incubo, la sfida tra Ducati e Aprilia ruoterà intorno alle performance di Bezzecchi e Marquez.
Marc Marquez, nonostante i problemi fisici, si era difeso con onore nella prima Sprint Race dell’anno in Thailandia, riuscendo a indurre in errore Bezzecchi nei primi giri e lottando con Acosta per il successo. Il 9 volte iridato della Ducati è stato penalizzato per una entrata tutto sommato onesta al penultimo giro. Il giovane della KTM accentuando l’uscita di pista ha indotto i commissari a prendere una decisione sorprendente. Marc è stato costretto a far passare il connazionale all’ultima tornata, accontentandosi del secondo posto.
In gara, grazie a una RS-GP26 nettamente più competitiva, Bezzecchi ha preso il largo e non ha commesso errori. Il ducatista non ha potuto nulla nelle prime curve ed è stato anche inghiottito dai compagni di marca del romagnolo. Nel GP della Thailandia si è accesa una battaglia tra Marc Marquez, Pedro Acosta e Jorge Martin, con l’enfant prodige in grado di agguantare la seconda posizione e la leadership in classifica mondiale. Anche se non avesse accusato il problema al cerchione con la mescola posteriore bucata, il numero 93 difficilmente avrebbe chiuso sul podio.
Campanello d’allarme nel box Ducati
Alex Marquez sulla GP26 è stato autore di errori e di un weekend pessimo. I piloti del team VR46 sembrano lontani dalla vetta occupata dai rider della Casa di Noale, quindi le speranze sono tutte riposte sulla crescita del feeling a bordo della Rossa di Marc Marquez. Bagnaia è parso un ex pilota anche sulla nuova Desmosedici. Scattato tredicesimo ha concluso nono, in TOP10, solo grazie ai ritiri dei colleghi di marca. Andrà valutata l’abnegazione del torinese nei prossimi appuntamenti, ma Dall’Igna e Tardozzi devono sperare di rivedere la miglior versione dell’ex alfiere della Honda. No Marquez, no party per la Ducati nel 2026.
Marco Bezzecchi può seriamente credere di detronizzare il re, perché sta meglio fisicamente e la RS-GP ha migliorato bilanciamento e agilità. Le performance del romagnolo erano emerse anche nei test prestagionali. Ora il Bez ha raggiunto la giusta maturità e, a differenza di Bagnaia, non soffre l’aurea dello spagnolo. Risulta sicuro di sé e più spavaldo, ricordando in qualche tratto caratteriale il suo maestro Valentino Rossi. In Aprilia hanno perfezionato una moto già competitiva e nulla è impossibile.