La guerra che si è andata a creare tra USA e Iran ha delle pesanti ripercussioni anche sull’Italia, con la stangata che è tremenda.
Non c’è nulla di peggiore per una popolazione se non dover fare i conti con le guerra. Un dramma che coinvolge intere famiglie innocenti, con tanti giovani che sono chiamati al fronte per combattere delle battaglie ideologiche che molto spesso, se non sempre, non hanno il senso di esistere.
Di recente ne è partita un’altra, l’ennesima di un decennio che non ne vuole davvero sapere di portare gioia e serenità. Quella tra Usa e Iran però sembra essere diversa dalle altre, soprattutto considerando come la nazione mediorientale sia una potenza nucleare, dunque la risposta con i Paesi vicini agli statunitensi nelle zone limitrofe non si è fatta attendere.
Naturalmente il ricatto primario in questi casi è sempre legato al petrolio, l’oro nero che da anni fa la differenza a livello economico tra i grandi Stati. Gli USA hanno bisogno di mettervi le mani sopra, in particolar modo per indebolire la Cina, ma questo piano sta mettendo in pesante difficoltà tutte le nazioni occidentali, Italia compresa.
La guerra fa impennare i prezzi della benzina: gasolio anche sopra i 2 euro
La situazione si fa drammatica per migliaia di lavoratori, con il prezzo del carburante che si impenna per l’ennesima volta. Lo si vede con il gasolio in Italia che al 7 marzo 2026 ha toccato quota 2,009 euro al litro in media, come riporta il MIMIT, salendo ancora dopo che il 6 marzo era a 1,983.
La situazione è leggermente migliore per la benzina, anche se i chiari di luna futuri non sembrano di certo portare a buone notizie. Lo si vede dal fatto che la benzina ha toccato ormai quota 1,80, ma si pensa che per la prossima settimana arriverà a 2 euro al litro, e stiamo parlando di self service.
Valori che solo fino a una settimana fa sembravano impossibili da poter immaginare. Il self service invece sta toccando per la benzina i 2,092 euro al litro e il diesel a 2,206 euro al litro. Un prezzo che non può essere sostenibile e che è destinato a stravolgere ancora una volta l’economia nazionale, già martoriata da inflazione e mancati aumenti degli stipendi. L’ennesima guerra di potere non richiesta e che danneggia, come sempre, solo la popolazione e non certo qualche polituncolo da quattro soldi, figura sempre più in voga a livello globale in questo periodo.
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