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L’anti-Ferrari che tutti hanno dimenticato: motore V8 con un tocco geniale italiano

Una storia di insuccesso italo-americano - Reportmotori.it
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Non tutte le supercar hanno suscitato l’interesse degli appassionati. Un progetto Made in Italy che non è decollato si chiamava la Iso Rivolta Varedo.

Il nome forse non vi sbloccherà dei ricordi, ma sotto il cofano questo concept italiano aveva una potenza da pista. Nel 1972, dopo anni di lavoro, nacquero due prototipi, uno funzionante e uno no, con carrozzeria priva di abitacolo. Un progetto assurdo, declinato alla fine in sole due unità, che è ritornato in auge in occasione del “Car Design Event” 2026 a Monaco di Baviera.

Supercar italiana
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La Casa italiana ha voluto rendere omaggio al designer automobilistico Ercole Spada, deceduto il 3 agosto 2025 al Sestriere. Scomparso a 88 anni è stato uno dei designer più importanti del secolo scorso, avendo lavorato tra Zagato, BMW e Alfa Romeo. La Varedo in pochi la conoscono perché, come marchio, non riuscì a creare un lasciato né negli Stati Uniti né in Italia, dove top brand come Ferrari, Lamborghini e Maserati lasciavano poco spazio a immaginazioni alternative.

Una storia di insuccesso italo-americano

Se il legame tra il Belpaese e gli Stati Uniti ha regalato in passato tanti progetti di alta qualità, questa volta il lusso italiano non riuscì ad amalgamarsi all’affidabilità dei potenti V8 di origine Chevrolet o Ford. All’inizio degli anni ’70 sbucò la “Isorivolta”, meglio nota oggi come “Iso” e “Iso Rivolta”, con un design spigoloso a forma di cuneo. Godetevi in basso la carrellata di foto del canale YouTube Old Cars.

Iso Rivolta Varedo Concept

Piero Rivolta, figlio del fondatore scomparso nel 1966, voleva unire l’eleganza della Ferrari alle linee taglienti della Lamborghini Countach o della De Tomaso Pantera. Ercole Spada provò a interpretare i voleri della proprietario del marchio avvicinando più ai concetti stilistici della Countach. Aveva un motore centrale V8 5,7 litri, di origine Ford 351 Cleveland, in grado di erogare ben 325 CV. La carrozzeria in materiale composito era rinforzata con fibra di vetro.

La sportiva presentava un grande equilibrio e toccava i 300 km/h, anche grazie ai componenti leggeri. Per l’epoca erano numeri da capogiro, ma il mercato del lusso ai tempi non era così florido e le difficoltà finanziarie interne in Iso Rivolta, aggravate dal costoso tentativo di lanciarsi in Formula 1, segnarono la fine anticipata dei sogni della famiglia Rivolta. Un vero peccato, ma questa storia ci insegna che non tutti riuscirono nell’impresa portata avanti con ardore, competenza e passione da Enzo Ferrari.

Scritto da Antonio

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