Con l’Euro7 anche Stellantis si sta orientando verso la produzione di nuovi motori termici. Il car market elettrico continua a non vendere.
Con il passaggio di consegne tra Tavares e Filosa è cambiata anche la strategia del Gruppo. Antonio Filosa è un campano, un italiano vero ma con una visione internazionale, avendo fatto carriera in America. Tavares era figlio di un vecchio mondo che stava cercando di svecchiarsi con il passaggio repentino all’elettrico. Il manager portoghese aveva spinto oltremisura sulla tecnologia green, promuovendo una idea di transizione che non è stata accolta bene in Europa.
Nel Vecchio Continente gli automobilisti sono ancora legatissimi a un concetto di divertimento alla guida che deve passare per auto che rappresentino uno status symbol. Nel piccolo anche FIAT e Lancia sono due emblemi di italianità, senza scomodare brand premium come Alfa Romeo e Maserati. L’idea che il marchio del Biscione potesse essere full electric farebbe salire un brivido lungo la schiena ai puristi. Di conseguenza con l’exit di Tavares si è tornato a ragionare su motori a combustione interna.
Da Bruxelles fanno sapere che potrebbero esserci delle deroghe all’obbligo di commercializzare dal 2035 solo vetture alla spina. I motori termici stanno tornando centrali nelle logiche anche dei costruttori tedeschi che si erano lanciati con troppo ottimismo sulla tecnologia alla spina. Stellantis ha scelto di intraprendere la strada del diesel con lo sviluppo di un motore a gasolio da 1,6 litri realizzato per rispettare le future normative Euro 7.
La scelta di Stellantis
Il colosso nato dalla fusione tra FCA e PSA darà ai clienti quello che chiedono. Alle nostre latitudini la maggioranza di automobilisti continua a comprare auto con motori tradizionali in grado di garantire autonomia elevata e tempi di rifornimento rapidi. Il motore 1.5 BlueHDi, di origine francese lato PSA, era stato inizialmente scelto per essere aggiornato alla normativa Euro 7 e restare in produzione fino alla fine del decennio. Dopo i problemi legati alla catena di distribuzione i vertici avrebbero preso una scelta diversa.
Meglio fare un investimento e creare un nuovo motore con cilindrata di 1,6 litri che dovrebbe derivare dall’architettura dei più recenti motori Multijet. Stellantis, inoltre, starebbe lavorando per trasformarlo anche in un diesel ibrido. Una soluzione che si assocerebbe alla trasmissione eDCT6, già usata nei modelli ibridi a benzina di marchi come Peugeot. La presentazione avverrà in un evento negli Stati Uniti il 21 maggio.