Dalle Università italiane arrivano grandi novità per quanto riguarda i biocarburanti e per crearne uno serve un alimento molto comune.
Con la definitiva, e tanto attesa, apertura da parte dell’Unione Europea ai biocarburanti ed e-fuel, finalmente le grandi aziende hanno modo di poter sviluppare la propria gamma in un’altra ottica. Non ci si deve più fermare solo alla produzione di auto elettriche, ancora troppo lontane dalle prestazioni delle termiche, ma si può guardare anche ad altre soluzioni ecologiche.
Non vi è davvero dubbio alcuno sul fatto che i biocarburanti siano il futuro, tanto è vero che sono sempre di più coloro che vi stanno puntando. Uno dei loro grandi vantaggi è che non necessitano di dover stravolgere completamente gli impianti motoristici delle auto, il che offre un grande risparmio sia in termini economici che di materia prima.
Inoltre si ha anche la possibilità di riciclare tutta una serie di prodotti e di materiale di scarto. Alle volte però si trova il modo di poter dare alla luce un carburante davvero impensabile, dato che deriva dall’utilizzo di uno degli alimenti che per noi italiani è davvero imprescindibile quando ci si mette a tavola.
Biocarburante con il “pane”: l’innovazione impensabile all’Università di Pisa
Sembra davvero incredibile pensare a quello che hanno fatto i ricercatori e gli studiosi del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale da un lato e quelli del Dipartimento di Ingegneria dell’Energia dell’Università di Pisa. Unendo le forze infatti si è avuto modo di poter dare alla luce biocarburante che deriva dagli scarti alimentari, il tutto senza modificare minimamente i motori già esistenti.
Alla base di tutto, per poter far funzionare questo biocarburante, vi è l’utilizzo dell’etil levulinato, il che è già utilizzato come additivo del diesel, ma ora diventa adatto anche alla benzina. Per poter fare in modo che si possa utilizzare in quest’ottica lo si deve utilizzare con acido solforico diluito nel ruolo di catalizzatore a basso costo e per ottenerlo si usa pane di scarto macinato.
Al termine di un lavoro che permette di ottimizzare temperatura, concentrazione del catalizzatore e tempo di reazione, ecco che si arriva a una resa massima del 57%. Numeri pazzeschi, considerando che si tratta di un carburante che nasce da pane che sarebbe buttato, ed è proprio ridare vita a materiali di scarto che è la principale sfida del futuro.
- Il nuovo biocarburante Made in Italy arriva dall’Università: arriva da un alimento simbolo del Paese - 22 Febbraio 2026
- Una Mercedes a soli 20.000 euro: garanzia del marchio tedesco inclusa nel prezzo - 22 Febbraio 2026
- Trump, arriva la sospensione definitiva: esplode la bomba negli USA - 21 Febbraio 2026