Il mondiale di F1 scatterà l’8 di marzo in Australia, e la Ferrari ha tutte le carte in regola per far bene. Tuttavia, un ex campione del mondo non crede che la Rossa vincerà il mondiale.
In Bahrain è andata in scena la prima delle ultime tre giornate di test in vista della stagione 2026, a poco più di due settimane dalle prove libere del Gran Premio d’Australia. I rumors parlano di una Mercedes favorita alla vigilia di Melbourne, ma in molti credono che la Ferrari possa essere una degna rivale del team di Brackley, in attesa di scoprire quale sarà l’esito delle indagini sul caso relativo al rapporto di compressione.
George Russell ed Andrea Kimi Antonelli hanno concluso al vertice la scorsa settimana di test, al volante di una F1 W17 molto ben equilibrata. Tuttavia, la Ferrari ha mostrato un ottimo passo sui long run ed un’affidabilità a prova di bomba, per poi far debuttare in queste ore una nuova power unit ed una veste aerodinamica aggiornata.
F1, Vettel vede Russell come favorito per la vittoria iridata
Da quattro stagioni a questa parte, la F1 è orfana del quattro volte iridato Sebastian Vettel, il quale ha scelto di appendere il casco al chiodo al termine del 2022. Intervistato da “Servus TV” alla vigilia della nuova stagione, l’ex Ferrari ha affermato che George Russell è il grande favorito per la conquista del titolo mondiale.
Vettel ha espresso con chiarezza il proprio pronostico: “Chi vincerà il titolo? Dal mio punto di vista, George Russell e la Mercedes saranno campioni del mondo. George ha molta esperienza e credo che sia in grado di valutare al meglio la situazione. Se si torna indietro al 2013 ed il 2014, possiamo vedere come tante cose si siano stabilizzate in maniera rapida, e credo che tutto ciò si possa ripetere anche stavolta. La F1 è oggi molto in voga, la gente la trova fantastica, ma per restare su questo livello, è bene spiegare nella maniera migliore cosa ci sia dietro“.
Vettel ha inoltre fornito una propria impressione sul nuovo ciclo tecnico che la F1 ha sposato con le power unit 2026: “Il mio primo ricordo di quando ero bambino era il terreno che vibrava e la tribuna che, ad Hockenheim, nel 1992, tremava. Bisogna trasmettere spettacolo ed emozioni, la F1 deve essere così, ma deve farlo in maniera sostenibile. Una festa della benzina ogni due settimane, al giorno d’oggi, non va bene“.
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