La Cina si è confermata al top delle vendite nel 2025, immatricolando un numero impressionante di modelli in giro per il mondo. Scopriamo i dati relativi all’anno che si è da poco concluso.
Da diversi anni a questa parte, si è registrato un netto incremento di vendite delle auto realizzate in Cina, e questa tendenza è stata confermata anche nel 2025. Le vetture che arrivano dal paese del Dragone sono sempre più popolari al giorno d’oggi, grazie a tecnologie raffinate, ad un’efficienza da record che riescono ad esprimere ed a prezzi più competitivi rispetto agli altri marchi.
Un esempio lampante è quello di BYD, brand che sta continuando a crescere in giro per il pianeta, e che in Europa è ormai diventato un punto di riferimento. I cinesi puntano su tecnologie quali l’elettrico ed il Plug-In Hybrid, riuscendo ad ottenere la fiducia della clientela. Nelle prossime righe, vi riporteremo alcuni dati lampanti da questo punto di vista, che testimoniano l’impressionante aumento dell’interesse della clientela verso questo mercato.
Auto, un terzo dei modelli nuovi immatricolati viene dalla Cina
Sono da poco disponibili i dati provenienti dal mercato globale dell’auto in relazione al 2025, ed è evidente che la Cina sia il paese che ha ottenuto i risultati migliori. Un’auto nuova venduta su tre proviene da Pechino, per una quota del 35,6% sul mercato globale, facendo anche meglio del record assoluto che era stato stabilito nel 2024. In base a quanto reso noto dall’associazione dei costruttori cinesi, su un totale 96,47 milioni di auto nuove vendute nel mondo, 34,35 milioni sono cinesi.
Ed ancora, l’incremento è stato pari del 9% anno su anno, e gli USA restano attardati, pur avendo fatto segnare un passo in avanti del 5%. Gli Stati Uniti d’america si fermano a 16,72 milioni di auto vendute, davanti ai 5,58 milioni dell’India, ai 4,56 milioni del Giappone ed ai 3,16 milioni della Germania. La Cina non ha rivali neanche sul fronte delle esportazioni, totalizzando la bellezza di 8,32 milioni i mezzi esportati nel 2025. Rispetto all’anno precedente, l’incremento è stato pari al 30%, ed il resto del mondo, almeno per il momento, non riesce a tenere il passo.