Se un tecnico riesce a costruirsi in casa un motore pioneristico, allora tutto è possibile. Scopriamo la potenza impressionante di questo V12.
Il mercato delle quattro ruote spinge per la produzione di auto alla spina. I principali marchi delle quattro ruote stanno proponendo delle vetture estremamente efficienti che siano in linea con il diktat green europeo. Il target del 2035 si sta avvicinando e in attesa di scoprire cosà avverrà c’è chi decide in autonomia di fabbricarsi un poderoso V12 tra le mura domestiche.
La storia vi lascerà senza parole, anche perché i puristi adorano i motori dodici cilindri disposti in due bancate da sei cilindri ognuna. Questa configurazione, come per il motore in linea a sei cilindri, è nota in tutto il mondo perché consente un perfetto bilanciamento e una quasi totale assenza di vibrazioni. L’auto riesce a tagliare le curve come una spada, sfruttando una tenuta di strada spaziale con determinati modelli. La Ferrari è diventata un simbolo della Motor Valley italiana grazie a questa tipologia di motori. Enzo Ferrari amava sprigionare una potenza doppia di un analogo motore 6 cilindri in linea, pur puntando a una fluidità top durante il funzionamento.
Il motore domestico che sembra arrivare dal futuro
Creare un V12 è molto difficile e costoso. Solo le Case produttrici più importanti al mondo lo producono. Qualche anno fa su YouTube, lo specialista Rob Dahm ha presentato un motore unico nel suo genere: un mulino a 12 rotori costruito su misura, realizzato anni fa da una persona di nome Tyson Garvin. Dahm ha trascorso l’ultimo anno e mezzo a riportarlo in vita da uno stato di totale abbandono. Il risultato è stato sbalorditivo come vedrete nel filmato in basso.
Dahm ha raggiunto una cavalleria mai vista prima, ovvero 5.000 cavalli. Se già 1.000 CV sono difficili da mettere a terra, figurarsi un potenziale così ampio. Non vogliamo spoilerarvi tutto il contenuto del video ma il progetto è nato per viaggiare a metanolo e usa tre turbocompressori. Questo motore V12 è elaborato su tre bancate, ciascuna con quattro rotori differenti. Solo due sono stati imbullonati per lo start e sono, naturalmente, visibili su ogni lato. Il terzo si avvita al collettore che fuoriesce sotto i doppi corpi farfallati. Nel test far partire il motore è stato molto complesso. Una volte connesse le varie batterie con un motorino di avviamento personalizzato il sound è stato impressionante. Vi lasciamo alla sinfonia.
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