Il grande sogno di Renzi svanisce per un solo euro, con l’areo di lusso che non ha fatto la fine tanto sperata.
Anche i dettagli vogliono sicuramente la loro parte, con il Governo di Matteo Renzi che si sicuramente era uno di quelli accolti con maggiore curiosità. L’ex Sindaco di Firenze era visto da molti come il futuro della politica italiana e, sebbene il suo mandato fu un subentro dopo il Governo Letta, in realtà una netta conferma della fiducia degli italiani la ebbe nelle elezioni europee del 2014.
Il centro sinistra toccò a suo tempo dei numeri e dei voti che in passato sembravano essere impossibili anche solo da pensare, ancora di più oggi. Il sogno di Renzi piano piano svanì e dopo il cocente flop del referendum del 2016, arrivarono le sue dimissioni da Presidente del Consiglio e da lì cambiò tutto.
L’addio al PD, il passaggio a Italia Viva e alla componente centrista, con i voti che per ora sono ben lontani da quel magico 2014. Tra le polemiche che fecero discutere durante il suo mandato ci fu anche quello legato all’utilizzo di un particolare aereo, ribattezzato l’Air Force Renzi.
Air Force Renzi: da aereo di lusso a una vendita minima
Matteo Renzi richiese l’utilizzo di un aereo di Stato innovativo e al passo con i tempi per i viaggi all’estero. Serviva dunque un mezzo che fosse in grado di mostrare il volto di un’Italia forte e in grado di farsi apprezzare già all’arrivo nelle nazioni straniere, ma furono altissimi i costi iniziali.
Si stimava infatti una spesa di ben 40 milioni di euro, peccato però che su quell’aereo non ci salì mai nemmeno lo stesso Renzi. Il progetto di questo Air Force lo portò avanti Etihad, con questi che, non sapendo più cosa farci una volta che lo progettarono, che decisero di regalarlo a tutti gli effetti ad Alitalia.
Si legge infatti dalle pagine del “Corriere della Sera”, come nel 2023 cedettero questo aereo per un solo euro, al termine di una serie di importanti spese, le quali toccarono addirittura i 168 milioni di euro. Infatti questo aereo fu protagonista per circa una decina di spedizioni istituzionali, con le spese che furono davvero sproporzionate rispetto a un utilizzo minimo e a una vendita praticamente nulla.