Le auto a gasolio rischiano e non poco per il futuro, con il 2026 che ha già la data che porterà al cambio di programma.
Da qualche anno a questa parte si sta continuando a discutere attorno alla necessità di modificare in modo deciso e netto la mobilità in tutta Europa. Le automobili private non possono di certo sparire, ma allo stesso tempo è importante fare in modo tale che si possano ridurre le emissioni di CO2.
Si sa come le auto a gasolio siano tra quelle che comportino il maggior numero di emissioni di CO2, anche se allo stesso tempo sono coloro che presentano il carburante maggiormente lavorabile. Non è un caso il fatto che ormai da tempo si sta andando verso la produzione di biocarburanti e di e-fuel, per cercare di accontentare tutti.
L’evoluzione delle auto a gasolio non sembra però importare alcuni Comuni, i quali continuano ad andare avanti per la propria strada fatta unicamente di blocchi. Lo si vede con il caso di Milano, con il capoluogo lombardo che è diventato un incubo per gli automobilisti. A peggiorare il tutto ci pensano le nuove date future che porteranno a nuovi blocchi.
Stop anche alle Euro6: ecco quando accadrà a Milano
Ormai non si sa davvero più in che modo poter girare con un’auto privata per Milano, con la decisione di limitare gli spostamenti che sta creando enormi problemi. Sembra che si attenderà fino al 30 settembre 2028 per vietare la circolazione in Area B della vetture diesel Euro6, una scelta davvero poco comprensibile, dato che si parla di auto davvero giovani.
Questo vale sia per le Euro6 A, ovvero le prime nate dal 2014, per poi passare alla 6B e 6C. Sarà libera ancora la circolazione per coloro che hanno una Euro6 diesel D_Temp, ovvero il suo aggiornamento successivo che è diventato realtà dal settembre 2019-. Lo stop alla circolazione anche per queste auto diventerà Legge dal settembre del 2030.
In pratica il Comune di Milano segna una linea molto chiara su quando i cittadini dovranno cambiare la loro auto, ovvero ogni dieci anni. Con la qualità delle auto a gasolio del giorno d’oggi, nella maggior parte dei casi sembra solamente un incentivo allo spreco e al consumismo. Si attendono comunque delle conferme in questo senso nel 2026, ma chissà che non ci saranno degli anticipi.
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