L’inizio del 2026 non è stato certo favorevole per gli automobilisti. Polemico il commento del Ministro Salvini
Come da consuetudine, l’inizio di un nuovo anno coincide con una serie di aumenti per varie categorie di consumatori. Tra i più vessati, come sempre, ci sono gli automobilisti.
Dal 1 gennaio 2026 è entrato ufficialmente in vigore il nuovo meccanismo di allineamento delle accise sui carburanti che ha arrecato un aumento sul prezzo del Diesel ormai venduto allo stesso costo se non superiore a quello della Benzina. Non è tutto. Si è ripetuta, infatti, con l’inizio del 2026 una tradizione ormai consolidata ovvero l’aumento dei pedaggi su alcune tratte autostradali.
La conferma dell’aumento è stata comunicata, a ridosso di Capodanno, dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture che ha chiarito come l’incremento sia scaturito a seguito delle decisioni della Corte Costituzionale e dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti. L’aumento dei pedaggi si attesta sull’1,5% e riguarda tutte le società concessionarie di tratti autostradali per i quali è in corso l’Aggiornamento dei Piani Economici-Finanziari (PEF).
Aumenti pedaggi autostradali, queste le tratte interessate
Questo l’elenco delle tratte autostradali interessate dagli aumenti sul costo dei pedaggi:
- Ivrea-Torino-Piacenza
- Brennero
- Brescia-Padova
- Autovia Padana
- Salt-Tronco Autocisa
- Concessioni del Tirreno – Tronco A10
- Concessioni del Tirreno – Tronco A12
- Consorzio Autostrade Siciliane
- Tangenziale di Napoli
- Milano Serravalle
- Salerno-Pompei-Napoli
- Satap A4
- Ivrea-Torino-Piacenza Tronco A21
- SAV
- Sitaf
- Fiori – Tronco A6
- Asti-Cuneo
- Pedemontana Lombarda
- Brebemi
Sono esclusi dagli aumenti, le concessioni del Tirreno (A10 e A12), la Ivrea-Torino-Piacenza e la Strada dei Parchi. Nella nota con cui ha comunicato gli aumenti sui pedaggi, il MIT ha sottolineato come la “sentenza della Corte Costituzionale (del 14 ottobre 2025 ndr) ha vanificato lo sforzo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dello stesso Governo di congelare le tariffe fino alla definizione dei nuovi PEF regolatori.”
Con la sentenza citata, i giudici della Suprema Corte hanno bocciato le norme che, dal 2020 al 2023, avevano rinviato gli adeguamenti dei pedaggi autostradali all’approvazione dei nuovi PEF. I rincari, pertanto, sono stati inevitabili a partire dal 1 gennaio nelle tratte citate. Un aggravio contenuto ma che può risultare impattante se si utilizza l’autostrada quotidianamente.
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