I lavoratori da tempo stanno facendo i conti con diverse chiusure e ancora una volta arrivano brutte notizie.
Non è un periodo facile per i lavoratori quello attuale, con i licenziamenti e le chiusure delle fabbriche che purtroppo sono sempre più all’ordine del giorno. Di sicuro si poteva fare molto di più per lo sviluppo e la crescita del settore economico, in particolare modo nel settore delle auto.
Molte decisioni da parte dell’Unione Europea sono state sicuramente più che discutibili, tanto è vero che attualmente si sta andando nella direzione di un chiaro dietrofront. Purtroppo sono tanti i lavoratori che devono fare i conti con questa crisi del settore, ma non è solo legato alle fabbriche automobilistiche.
Anche i settori che ne sono direttamente collegati purtroppo si trovano in condizioni sempre più complesse. Lo si vede anche con il discorso legato all’alluminio, con la lavorazione di questo materiale che in passato era il fiore all’occhiello dell’Italia e del Vecchio Continente, ma ancora una volta è tempo di fare i conti con una pesante chiusura.
Hydro chiude gli stabilimenti di estrusione europei: si punta ad aprirne di nuovi
Arriva la notizia che nessuno sperava di dover sentire. Infatti la Hydro Extrusions inizierà chiudere i suoi cinque stabilimenti che sono sparsi per tutta Europa. Due sono in Gran Bretagna, con questi che sono situati a Bedwas e a Cheltenham, poi vi è quello tedesco di Ludenscheid, quello olandese di Drunen e infine quello italiano.
Quest’ultimo ha sede a Feltre, Comune che si trova in provincia di Belluno, ma ora purtroppo i lavoratori si troveranno nelle condizioni peggiori possibili. L’annuncio della chiusura non dà possibilità di replica, con la chiusura che, se confermata, avverrà nel 2026. La società sottolinea come l’obiettivo sia quello di ottimizzare la presenza del settore dell’estrusione in Europa e rafforzare la competitività sul lungo periodo.
Infatti si tratterà di un ampliamento della presenza di Hydro in Europa, con il rinnovamento che porterà all’apertura di 28 impianti di estrusione e cinque di riciclo. Il costo dell’operazione non sarà di certo tra i più economici, tanto è vero che l’esborso complessivo sarà di 1,9 miliardi di euro. AL via dunque una grande rivoluzione, ma per il momento sono coinvolti ben 730 dipendenti che hanno la necessità di capire quello che accadrà.
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