Il 1° gennaio 2021 da tempo era stato indicato come termine ultimo per le Case costruttrici di adeguare i loro modelli a gasolio alla severa normativa europea, obblio quindi di produrre motori Diesel Euro 6d
Nonostante la grave pandemia da coronavirus questa scadenza è stata confermata dall’Unione Europea con la conseguenza che chi non si allinea sarà destinatario di pesanti sanzioni pecuniarie.
L’Acea – Associazione Costruttori auto europei ha presentato istanza al commissario europeo Thierry Breton lo scorso luglio chiedendo una sospensione di sei mesi per le conseguenze derivanti dall’emergenza coronavirus, chiedendo così di fissare la scadenza dell’allineamento alla normativa Euro 6d al 31 maggio 2021.
La richiesta dell’Acea è articolata in più punti e cioè l’ impossibilità a vendere 600 mila veicoli già assemblati prima dell’entrata in vigore delle nuove norme, la difficoltà di riavviare l’assemblaggio di alcuni modelli ed i rischi per i livelli occupazionali.
Il Commissario Europeo non ha accolto la richiesta sostenendo che i piani di ripresa previsti dall’UE aiuteranno i singoli Stati membri nel sostenere gli investimenti necessari nell’industria automobilistica e che l’ insieme di norme più rigorose sull’ambiente spingeranno la competitività e l’innovazione tecnologica.
Ed ancora ha sostenuto il Commissario Europeo la fiducia dei cittadini nei confronti dell’UE aumenterà se viene migliorato l’ambiente e tutelata la loro salute.
Ma perché è necessario adeguarsi allo standard Euro 6d ISC-FCM? E’ necessario per avvicinare i dati della guida reale ai dati delle prove teoriche, perché oggi la divergenza è enorme.