Il colosso europeo dichiara fallimento: a rischio 3.000 posti di lavoro - reportmotori
Il colosso europeo dichiara il fallimento: 3.000 posti di lavoro sono a rischio. Brutte notizie per tutto il settore del continente.
L’Industria dei motori europea non sta certo vivendo un periodo felice della sua storia. Le aziende del continente stanno sostenendo importanti sfide sul mercato: la transizione elettrica ha fatto aumentare in modo importante i costi di produzione, e sul panorama internazionale la concorrenza è sempre più forte, soprattutto sul fronte cinese, grazie agli investimenti fatti dal paese del Dragone negli ultimi anni e dagli aiuti statali. Molte aziende hanno dovuto sostenere importanti perdite, e alcune si sono dovute arrendere chiudendo i battenti o hanno dovuto dichiarare il fallimento.
L’industria dei motori tedesca, da sempre motore per il vecchio continente, è tra quelle che ha subito maggiormente questa situazione, e che negli ultimi anni ha dovuto sostenere un bottino piuttosto negativo e ben lontano dai fasti del passato. Non soltanto per quanto riguarda le case automobilistiche, ma anche per i fornitori e tutte le aziende connesse in qualche modo all’ambito. Adesso un’altra azienda tedesca ha dovuto dichiarare il fallimento, confermando le preoccupazioni per tutto il settore.
Varta, storico produttore di batterie tedesco con oltre un secolo di storia alle spalle, sta attraversando un momento piuttosto complicato della sua storia. Come si legge sul portale hdmotori, l’azienda ha presentato quattro istanze di insolvenza in amministrazione controllata presso il tribunale di Stoccarda.
Gli azionisti di riferimento avrebbero deciso di non mettere a disposizione le decine di milioni di euro, secondo le stime, che sarebbero servite a salvare l’azienda, lasciando il tribunale come unica scelta. Nell’ultimo esercizio, l’azienda ha rilevato perdite nette per 64,5 milioni, confermando un trend negativo che vaavanti ormai da un paio d’anni. Il settore automotive, però, non è l’unico ad avere influito in questa situazione, e anzi la mancata conferma dell’accordo con Apple per la fornitura delle celle a bottone “Coin Power” destinate agli AirPods sarebbe stata la mazzata decisiva per l’attività.
Intanto, i dipendenti dell’azienda seguono ovviamente con una certa apprensione le vicende. Lo stabilimento di Nördlingen in Baviera chiuderà le attività e con esso resteranno a casa circa 350 dipendenti. Per i restanti 3.260 dipendenti, il futuro resta incerto, nella speranza che si possa trovare una soluzione. Un pool di creditori, guidato da Deutsche Bank, sarebbe interessato a rilevare la divisione delle batterie per uso domestico.