Un campionato che vede in gioco le monoposto più veloci del pianeta, bolidi dalle prestazioni vertiginose che racchiudono una tecnologia all’avanguardia: ma quale è stato il progresso dei motori nella Formula 1 durante tutti questi anni?
E’ stato dimostrato come nel corso di cinquanta lunghi anni, i cambiamenti e l’evoluzione ingegneristica è stata notevole.
Così Matt Grant co-fondatore della Cosworth-Modatek ha mostrato con un semplice tweet due blocchi motore.
L’altro è il propulsore sempre Cosworth CA 2.4L, un V8 da 2,4 litri del 2013.
Il DFV è uno dei propulsori più famosi nel mondo delle competizioni motoristiche, un motore che ha alimentato tantissime monoposto.
Il V8 di 90 gradi portò alla vittoria nel 1967 Jim Clark e nel 1983 Keke Rosberg.
La sua vera fama invece del CA Cosworth è stata quella di esser l’ultimo propulsore V8 utilizzato in F1!
Due motori totalmente differenti divisi da oltre 40 anni di storia, due propulsori che hanno rappresentato la massima evoluzione tecnologica, nelle rispettive stagioni.
Ciò che balza subito agli occhi è la dimensione del monoblocco, seppur il propulsore CA sia di 0,6 litri più piccolo.
Il tutto è stato reso possibile dall’utilizzo in F1 del CAD (Computer Aided Design) e CNC (Computer Numerical Control), due “tecnologie” in grado di rendere possibile la realizzazione e la progettazione di propulsori sempre più efficienti e potenti.
Sono cambiate anche le teste dei pistoni, molto più piccole nel 2013 e più leggere, il tutto non ha compromesso la resistenza dei propulsori anzi…
A partire dal 2014, in F1 ha debuttato la tecnologia ibrida, ulteriore step che ha permesso il contenimento della cilindrata ed al tempo stesso, il raggiungimento di potenze impensabili.
Oggi un moderno motore di Formula 1 è in grado di funzionare con un’efficienza termica del 50% rispetto al motore di una comune auto stradale che è pari al 30%: un gap tuttavia che è notevole se pensiamo alla potenza specifica di un propulsore da competizione ed al suo regime di rotazione!